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Caso marò, Corte India: accuse entro 3 febbraio. De Mistura: poi ritorno in Italia

La Corte suprema dell'India invita il governo a "riconciliare il conflitto di opinione all'interno dell'amministrazione" e quindi a formulare gli esatti capi d'imputazione contro i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone entro il 3 febbraio. Staffan de Mistura chiarisce: "Dopo tale data, gli avvocati insisteranno per il ritorno in Italia dei due marò".

Il processo sui due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone tarda ad iniziare, tanto che la Corte suprema dell'India ha imposto al governo di trovare una soluzione entro due settimane. Nel corso dell'ultima seduta, infatti, i giudici della Corte suprema indiana hanno chiesto di "riconciliare il conflitto di opinione all'interno dell'amministrazione", in altre parole di uscire da uno stallo che perdura ormai da troppo tempo, e che tiene i due marò in una sorta di limbo. La Corte ha quindi rinviato l'udienza al 3 febbraio 2013, quando l'accusa dovrà obbligatoriamente formulare gli esatti capi d'imputazione contro i due sottufficiali di Marina. Appresa la notizia, l'inviato del governo Letta, Staffan de Mistura, chiarisce: "Se il pm indiano non presentasse il 3 febbraio alla Corte Suprema una posizione chiara sui capi d'accusa, gli avvocati insisteranno per il ritorno in Italia dei due marò". Intanto, oggi a Bruxelles il ministro degli Esteri Emma Bonino chiederà "concreta solidarietà" ai colleghi europei per la vicenda dei due fucilieri italiani.

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