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Ilaria Alpi, Gelle: italiani volevano chiudere il caso, somalo in carcere è innocente

Ali Rage Ahmed detto "Gelle", il supertestimone del processo che si è svolto a Roma per l'omicidio in Somalia della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell'operatore della Rai Miran Hrovatin, afferma che "gli italiani avevano fretta di chiudere il caso" e che dietro "promessa denaro in cambio di una sua testimonianza al processo" ha accusato "un somalo del duplice omicidio". A "Chi l'ha visto?" Gelle afferma però che Omar Hashi Hassan, in carcere, sarebbe infatti innocente.

Ali Rage Ahmed detto "Gelle", il supertestimone del processo che si è svolto a Roma per l'omicidio in Somalia della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell'operatore della Rai Miran Hrovatin, afferma che "gli italiani avevano fretta di chiudere il caso" e che dietro "promessa denaro in cambio di una sua testimonianza al processo" ha accusato "un somalo del duplice omicidio". Gelle, che sarebbe irreperibile per l'Italia, è stato invece raggiunto da una inviata della trasmissione condotta da Federica Sciarelli "Chi l'ha visto?", a cui ha confessato: "L’uomo in carcere accusato del suo omicidio (di Ilaria Alpi, ndr) è innocente. Io non ho visto chi ha sparato. Non ero là. Mi hanno chiesto di indicare un uomo". Gelle durante un interrogatorio ha infatti indicato il giovane somalo Omar Hashi Hassan al pm Ionta, ma poi il supertestimone non si presentò a deporre al processo e fuggì all’estero. Nonostante questo, bastò tale testimonianza per far arrestare Omar Hashi Hassan, che in seguito fu condannato a 26 anni di reclusione. Nel 2007 il pm Franco Ionta, titolare del procedimento sul caso Alpi-Hrovatin presso la Procura di Roma, chiese l’archiviazione del caso per l'impossibilità di identificare i responsabili degli omicidi dei due giornalisti al di fuori di Hashi Omar Hassan. Nel 2010 il gip Emanuele Cersosimo boccia la richiesta di archiviazione del procedimento sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin richiesta dal pm romano Franco Ionta. Il giudice ipotizza infatti che quello di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin fu un omicidio su commissione, con l’intento di far tacere i due reporter ed evitare che le loro scoperte sui traffici di armi e rifiuti (anche radioattivi?) venissero rese note. Sempre nel 2010 il gip Maurizio Silvestri ha disposto per il 45enne ‘Gelle’ l’imputazione coatta per il reato di calunnia. L'Associazione Ilaria Alpi ha quindi chiesto una riapertura del caso dell’assassinio dei due giornalisti uccisi a Mogadiscio il 24 marzo 1994. Quando i corpi tornarono in Italia, sparirono infatti alcune delle cassette girate da Miran Hrovatin e i taccuini con gli appunti di Ilaria Alpi, che poco prima dell' "esecuzione", come venne definita dal padre della giornalista, aveva intervistato il sultano di Bosaso, Abdullahi Mussa Bogor.

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