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Chi ha ucciso Ilaria Alpi? Assolto Hashi Omar Hassan

Oggi ufficialmente l'assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin resta senza un colpevole. Il processo di revisione si chiude con l'assoluzione di Hashi Omar Hassan, considerato innocente anche dalla famiglia di Ilaria Alpi. Ma, a 22 anni dal duplice omicidio, chi ha ucciso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin e soprattutto perché?

Oggi ufficialmente l'assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin resta senza un colpevole. Dopo la richiesta del sostituto procuratore generale, anche la Corte d'Appello di Perugia ha convenuto che Hashi Omar Hassan è innocente. I giudici hanno infatti assolto il somalo, che si è fatto nel frattempo però 17 anni di carcere, dall'accusa di avere partecipato all'omicidio della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin, crivellati da diversi colpi d'arma da fuoco mentre si trovava a Mogadiscio.

"Sono molto contenta che Hashi è finalmente libero. Anche noi come parte civile ci siamo battuti perché venisse riconosciuta la sua innocenza" dichiara dopo la sentenza, arrivata al termine del processo di revisione, la mamma di Ilaria Alpi. La signora Luciana però sottolinea anche: "Se è una grande giornata per lui da parte mia sono molto amareggiata e depressa perché per Ilaria e Miran non è stato fatto nulla a livello di indagine. - ricordando - Sul caso hanno lavorato 5 magistrati e 3 procuratori che non sono riusciti a porre fine alle troppe bugie, ed ai troppi depistaggi che hanno caratterizzato questa vicenda".

Luciana Alpi chiarisce inoltre il trovare "veramente vergognoso" il fatto che Ali Rage Ahmed detto "Gelle", l'accusatore di Hashi Omar Hassan, "non sia mai entrato in una aula di giustizia".

Nel 2009 la Commissione parlamentare d'inchiesa Alpi-Hrovatin, presieduta dall'avvocato Carlo Taormina, si era chiusa con la relazione della maggioranza che ipotizzava un tentativo di rapina o di rapimento "conclusosi accidentalmente con la morte" di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Nelle due relazioni di minoranza invece emergeva la possibilità che la giornalista e l'operatore fossero stati uccisi perché Ilaria Alpi eveva in mano le prove di un traffico di armi e di rifiuti tossici illegali nel quale erano coinvolti anche l'esercito e altre istituzioni italiane.

Tesi questa che viene avvalorata quando nel 2010 il gip Emanuele Cersosimo boccia la richiesta di archiviazione da parte della Procura di Roma (presentata nel 2007 dal pm Franco Ionta, convinto del fatto che non era possibile accertare altre responsabilità oltre a quella di Hassan) perché ritiene che la Alpi sia stata uccisa su commissione per farla tacere. Ed infatti, quando i corpi dei due giornalisti tornarono in Italia, svaniscono nel nulla alcune delle cassette girate da Miran Hrovatin e i taccuini con gli appunti di Ilaria Alpi. Prima del duplice omicidio, avvenuto a Mogadiscio il 20 marzo 1994, Ilaria Alpi aveva intervistato il sultano di Bosaso, Abdullahi Mussa Bogor. Per qualche tempo, infatti, proprio il sultano di Bosaso fu iscritto nel registro degli indagati (era il 1996) quale mandante del delitto, posizione poi archiviata.

Sempre nel 2010 inizia il processo contro Gelle accusato di calunnia, fuggito all'estero dopo aver puntato il dito contro Hashi Omar Hassan e da allora ufficialmente irreperibile.
A trovarlo invece abbastanza facilmente è stata, nel febbraio 2015, la redazione di Chi l'ha visto?. A quel punto Gelle conferma quello che molti già sapevano da tempo: "L'uomo in carcere accusato dell'omicidio di Ilaria Alpi è innocente. Io non ho visto chi ha sparato. Non ero là. Mi hanno chiesto di indicare un uomo". Chi glielo ha chiesto? "Gli italiani", dice Gelle, che "avevano fretta di chiudere il caso" e dietro "promessa denaro in cambio di una sua testimonianza al processo" ha accusato "un somalo del duplice omicidio"

"Sono stanca e sola dopo la morte di mio marito, 6 anni fa. Non sto bene. Parlerò con mio avvocato per decidere cosa fare. Ho l'impressione che gli inquirenti non siano mai stati interessati a scoprire la verità" anticipa quindi la mamma di Ilaria Alpi, aggiungendo dopo la sentenza odierna: "Perché è come se lei e Miran Hrovatin fossero morti per il caldo che faceva a Mogadiscio".

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