le notizie che fanno testo, dal 2010

Taglio salario accessorio: dipendenti Comune Roma pronti a class-action

Roma si è bloccata per la protesta contro il taglio degli stipendi dei dipendenti del Comune di Roma, previsti nel bilancio 2014 ma dichiarati illegittimi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il taglio del salario accessorio potrebbe arrivare fino a 300 euro su stipendi che non superano i 1.500 euro. I dipendenti comunali si dicono pronti ad una class-action. Ignazio Marino, sindaco di Roma, assicura: "Va trovata al più presto una soluzione unitaria".

Roma si è bloccata per la protesta contro il taglio degli stipendi dei dipendenti del Comune di Roma, previsti nel bilancio 2014 ma dichiarati illegittimi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. "Serve un provvedimento lampo del governo per mettere a riparo le retribuzioni di migliaia di dipendenti dei Comuni d’Italia" chiede la senatrice del PD Monica Cirinnà. Il rischio è infatti un taglio degli stipendi dei dipendenti comunali (del cosiddetto salario accessorio) fino a 300 euro in buste paga che non superano i 1.500 euro, e questo nonostante il blocco dei contratti, fermi da oltre 5 anni. "Tagli di questa portata rischiano di configurarsi come una vera imposizione fiscale indiscriminata, una tassa occulta che ha poco a che vedere con la situazione di deficit delle casse del Comune, che certo non dipendono dai lavoratori" afferma anche la deputata democratica Monica Gregori. Cgil-Fp, Cisl-Fp e Uil-Fpl chiedono quindi "all'amministrazione capitolina di fare un passo indietro, di smetterla di mortificare e calpestare la dignità dei propri dipendenti e di prendere impegni pubblici entro poche ore sul mantenimento dei loro livelli retributivi complessivamente intesi". In caso non si trovi una soluzione al taglio del salario accessorio, i dipendenti pubblici avvertono già che si uniranno in una class-action. Il sindaco di Roma Ignazio Marino assicura che "per il salario accessorio dei dipendenti comunali, di Roma come di molti altri Comuni d’Italia, va trovata al più presto una soluzione unitaria, che ne salvaguardi i livelli retributivi e ne garantisca definitivamente l’erogazione, senza più incorrere in rilievi". Marino dice di sentirsi "impegnato, in prima persona e con l’intera Giunta, con l’Anci, con il Governo e i sindacati, per studiare ogni possibile risposta certa alle giuste preoccupazioni dei tanti dipendenti di Roma Capitale, che stamattina hanno manifestato in tantissimi in piazza del Campidoglio". Il sindaco di Roma Capitale afferma infatti di sentire sulle sue spalle "il peso di ognuno di loro, perché so che ogni decurtazione del loro salario inciderebbe pesantemente sui bilanci delle loro famiglie e sulla loro qualità di vita, in un periodo già segnato da una lunga e profonda crisi economica". Ignazio Marino accetta quindi di sedersi "al tavolo con i sindacati per lavorare insieme alla stesura di un nuovo contratto decentrato, che riporti serenità e sicurezza ai dipendenti comunali".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: