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Scandalo multe Roma, Augello: Marino truffatore o Mr Bean? Nessun hacker

Dopo lo scoppio dello scandalo multe, il sindaco di Roma Ignazio Marino aveva gridato ad un attacco hacker. Il senatore del Nuovo centrodestra Andrea Augello sostiene però che non ci sarebbe stato nessun attacco informatico, affermando: "Abbiamo ritrovato il permesso del sindaco e sappiamo chi ha elaborato il dossier falso. E' il sindaco di Roma, Ignazio Marino. - domandandosi - siamo di fronte a un piccolo truffatore o a Mr. Bean?". Il capogruppo di Ncd in Campidoglio annuncia per il 13 novembre una mozione di sfiducia.

Dopo lo scoppio dello scandalo multe, il sindaco di Roma Ignazio Marino aveva gridato ad un attacco hacker. "So che in questo momento i Carabinieri stanno interrogando una serie di testimoni e faranno luce identificando chi ha manomesso il sistema informatico del Comune di Roma affinché venga arrestato" tuonava Marino, dopo la presentazione della denuncia per la presunta falsificazione dei dati che avrebbe fatto "sparire" il permesso temporaneo per entrare nella Ztl per la sua Panda rossa. Secondo la versione fornita dal sindaco di Roma Capitale, i dati nel sistema informatico che registra i permessi Ztl sarebbero stati infatti "manipolati e falsificati" da presunti hacker, facendo sparire "l'autorizzazione che ha permesso alla Panda (di Marino, ndr) di circolare nella Ztl nel periodo tra la scadenza e il rinnovo del permesso" come comunicava il Campidoglio. Nella nota del Comune di Roma vengono quindi allegate due stampe, che dimostrerebbero come "analizzata il 6 novembre, la scheda personale del sindaco nel terminale riportava regolarmente il permesso a circolare" mentre "lo stesso terminale - prosegue il comunicato - interrogato oggi (9 novembre, ndr) non riporta più tale evidenza". La denuncia del sindaco è quindi finita sul tavolo del procuratore capo di Roma, Giuseppe Pignatone, che ha aperto un fascicolo per accesso abusivo al sistema informatico.

Commentando la denuncia presentata da Marino, il senatore del Nuovo centrodestra Andrea Augello scrive però sul suo blog che comunque "non è vero" che la scheda personale del sindaco "conteneva un permesso che gli consentiva di annullare le multe, né che la sua scomparsa costituisca un elemento utile a nascondere qualcosa sulla sua posizione". Augello precisa: "Sulla scheda, infatti, c'è solo ripetuto un dato presente anche tra le evidenze digitali dell'Agenzia della Mobilità, cioè che il 12 agosto, 15 giorni dopo l'ultima multa presa da Marino, il Gabinetto del Sindaco si è fatto vivo con l'Agenzia della Mobilità per rinnovare il permesso scaduto da giugno. - aggiungendo - Quindi per ordine di qualcuno, ma il Sindaco non ci vuol dire chi, il Comune ha provveduto a rendere retroattivo il permesso per poter annullare le multe".

Oggi Andrea Augello rilancia la questione, sostenendo che l'attacco hacker denunciato da Ignazio Marino sarebbe "tutta una bufala", e spiega, come riporta Il Messaggero: "Abbiamo delle buone notizie: abbiamo ritrovato il permesso del sindaco e sappiamo chi ha elaborato il dossier falso. E' il sindaco di Roma, Ignazio Marino. Non c'è nessun hacker". Il senatore prosegue: "Nella sostanza non c'è nessuna manipolazione, basta digitare il codice giusto e ricompare il permesso del sindaco. Sembra un film di Totò o di Alberto Sordi. Creare un grande rumore per non far vedere la mano con cui si fa il trucco. E allora: siamo di fronte a un piccolo truffatore o a Mr. Bean? In entrambi i casi non si è all'altezza di guidare questa città: si deve dimettere". Il trucco sarebbe: se si digita nel terminale del Comune di Roma la parola targa e la parola Ztl non risulta la presenza nella white list il permesso di Marino, viceversa se si inserisce solo la targa del primo cittadino ecco che rispunta. Sembrano quindi rimanere ancora in piedi le domande che Augello poneva sul suo blog: "Perché il Comune ha retrodatato dal 12 agosto al 25 giugno l'effetto del rinnovo, prima ancora che venissero pagati i 2.000 euro per il nuovo permesso; - e - perché con quei 2.000 euro il permesso valga solo per Marino, in tutta Roma, 14 mesi di cui due retroattivi, e non 12 mesi come prevede la normativa". Il senatore di Ncd quindi conclude: "Non sappiamo chi abbia autorizzato questa procedura che non ha eguali per nessuna contravvenzione. Non sappiamo chi ha dato ordine di digitare il codice del ricorso per le otto multe, senza che vi fosse alcun ricorso".


Intanto, stando ad indiscrezioni stampa, sembra che un dirigente dell'Agenzia della Mobilità sarebbe stato ascoltato dai Carabinieri, divenendo di fatto il superteste dell'inchiesta poiché, a verbale, affermerebbe: "Prima del 12 agosto 2014 non c'era alcun permesso temporaneo per il sindaco". Pare inoltre che agli atti dell'inchiesta spunterebbero gli orari relativi a 8 contravvenzioni, elevate contro il sindaco Marino tra il 25 giugno e il 25 luglio 2014, ma all'ufficio contravvenzioni sarebbero arrivate invece solo quattro notifiche. Intanto, il capogruppo di Ncd in Campidoglio, Roberto Cantiani, ha annunciato che "giovedì 13 novembre verrà presentata una mozione di sfiducia elencando tutti quei traguardi che Roma in un anno e mezzo ha perso".

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