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Omicidio Casal Palocco: Ignazio Marino spieghi strategia contro mafia a Roma

L'omicidio di Casal Palocco, dove è stato freddato un imprenditore di 74 anni, ha modalità "tipicamente mafiose", come sottolinea l'associazione antimafie daSud che chiede al sindaco Ignazio Marino "come primo atto politico" di lavorare "per una convocazione immediata di un consiglio comunale aperto sulle mafie a Roma" dove dovrà illustrare "alla città la strategia della sua amministrazione sui clan dando vita, per esempio, a un'agenzia comunale antimafie".

Viene descritto dagli inquirenti come "una esecuzione, dovuta a vertenze personali che il soggetto aveva con qualcuno" l'omicidio di Sesto Corvini, l'imprenditore di 74 anni freddato questa mattina nel quartiere di Roma di Casal Palocco. Anche se per il momento gli investigatori non escludono nessuna pista, le indagini si starebbero focalizzando sugli interessi lavorativi dell'imprenditore, ed i contenziosi che aveva aperti. Sul caso interviene anche l'associazione antimafie daSud, che descrive le modalità dell'omicidio come "tipicamente mafiose", aggiungendo: "I rapporti e le relazioni pericolose che emergono in queste ore sulle attività dell'imprenditore sono fatti inquietanti ed estremamente preoccupanti, che meritano la giusta attenzione da parte di tutti. Così finora non è stato: le istituzioni romane, regionali e nazionali, la politica e la società civile hanno sottovalutato colpevolmente il tema mafie permettendo ai clan di acquistare sempre maggiore forza e consenso nel tessuto vivo della città". L'associazione antimafie daSud quindi avverte: "Come abbiamo scritto nel nostro dossier #romacittàdimafie, e come emerge in maniera chiara dall'inchiesta su Ostia della scorsa estate, le cosche acquisiscono ogni giorno nuovi spazi, controllano maggiori porzioni di territorio, aumentano il giro d'affari legato alla droga, trovano nuove complicità, diventano sempre più protagoniste dell'economia - legale e illegale - della città". Una situazione, prosegue l'associazione, causata da una "strategia miope e irresponsabile della politica e delle istituzioni di tenere i riflettori lontano dalla questione mafia ha fallito. A danno della giusta esigenza di sicurezza dei cittadini e degli imprenditori e operatori commerciali onesti". L'associazione antimafie daSud chiede quindi alla politica di smettere di "farsi scudo delle attività delle associazioni o delle forze dell'ordine, ma deve assumersi fino in fondo - come mai è avvenuto fino a oggi in questa città e in questa regione - la responsabilità di schierarsi in prima linea e concretamente contro i clan, a difesa dell'economia pulita e per la tutela dei territori più a rischio". Ecci quindi che viene chiesto al sindaco di Roma Ignazio Marino di aprire "immediatamente il confronto con la città e le associazioni che faranno la propria parte e, come primo atto politico" e di lavorare "per una convocazione immediata di un consiglio comunale aperto sulle mafie a Roma" dove dovrà illustrare "alla città la strategia della sua amministrazione sui clan dando vita, per esempio, a un'agenzia comunale antimafie".

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