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Marino: io ho voluto Cantone a Roma. Ho combattuto il sistema e PD mi ha fatto dimettere

Ignazio Marino rivendica "con orgoglio" di essere stato lui a volere a Roma la collaborazione di Raffaele Cantone per contrastare una "realtà fortemente radicata e drammatica, fatta di sistematiche piccole e grandi violazioni". Tutto ciò, denuncia ancora l'ex sindaco, "ha provocato una reazione violentissima da parte degli ambienti romani che vivono sull'illegalità".

"Ho letto con grande attenzione i resoconti sull'ispezione condotta da Raffaele Cantone sugli appalti del Comune di Roma. Un'indagine che si aggiunge a quella sui conti che avevo richiesto e ottenuto e che impegnò per sei mesi la Guardia di Finanza in Campidoglio" precisa in una nota su Facebook Ignazio Marino, commentando i risultati dell'indagine condotta dall'Autorità Nazionale Anticorruzione sull' "attività contrattuale con particolare riferimento alle procedure negoziate" a Roma Capitale.

L'ex sindaco di Roma quindi rivendica "con orgoglio" di essere stato lui "a volere questa collaborazione, anche firmando nel luglio del 2015 con lo stesso Direttore dell'ANAC il primo Protocollo di Vigilanza Collaborativa fra Comune di Roma e l'Autorità Anticorruzione" stessa. Ignazio Marino sottolinea quindi che "quella fotografata da Cantone è una realtà fortemente radicata e drammatica, fatta di sistematiche piccole e grandi violazioni" assicurando però che la sua Giunta "ha combattuto, sia grazie al coinvolgimento dell'ANAC, sia per l'impegno generoso degli assessori".

"Una lotta titanica, la nostra, che ha provocato una reazione violentissima da parte degli ambienti romani che vivono sull'illegalità e che si è interrotta con la sciagurata decisione del Partito Democratico di determinare la caduta del sindaco con le dimissioni di massa dal notaio dei consiglieri del PD e della destra" denuncia quindi Marino, sottolineando inoltre che se anche l'indagine di Raffaele Cantone riguarda gli anni dal 2012 al 2014 "quello che è stato accertato non nasce nel 2012" chiarendo che "le pratiche opache sono figlie di un sistema malato che ha le sue radici anche nelle amministrazioni precedenti", quindi anche quelle della sinistra. "La differenza fra la mia amministrazione e quelle che l'hanno preceduta - ribadisce Ignazio Marino - è che io ho cercato di cambiare questo sistema". E siccome il sistema non sarebbe riuscito a cambiare lui, avrebbe fatto saltare (politicamente) la poltrona di Marino come ha più volte lasciato intendere l'ex sindaco di Roma.

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