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Ignazio Marino formalizza dimissioni e firma ordinanze per 10 milioni

Ignazio Marino ha formalizzato le sue dimissioni da sindaco di Roma ma prima ha firmato tre ordinanze per una spesa complessiva di circa 10 milioni di euro. "Si tratta di non cancellare, al di là delle vicende politiche, il lavoro impostato in questi due anni" spiega MArino.

Ad 12 ottobre sono meno di 50mila le persone che su Change.org hanno firmato la petizione che chiede ad Ignazio Marino di ritirare le sue dimissioni, formalizzate proprio oggi anche se il quasi ex sindaco di Roma ha "venti giorni per ritirarle" come aveva sottolineato nella lettera indirizzata ai romani dopo aver preso questa decisione. Marino ha consegnato le dimissioni nelle mani della presidente dell'Assemblea Capitolina, Valeria Baglio. In una nota, il Campidoglio precisa comunque che sabato 10 ottobre Ignazio Marino "ha incontrato i presidenti dei Municipi per individuare le priorità di ciascun territorio: atti, provvedimenti e opere che nei prossimi venti giorni (il periodo trascorso il quale le dimissioni divengono irrevocabili) dovranno essere sbloccati dall'amministrazione" Si tratta, ha spiegato infatti Marino, di "non cancellare, al di là delle vicende politiche, il lavoro impostato in questi due anni". Tra questi l'atto di costituzione di parte civile di Roma Capitale nel procedimento penale nei confronti di cinque imputati del procedimento penale Mafia Capitale. Almeno fino al 20 ottobre, quindi, Ignazio Marino ricoprirà la carica di sindaco di Roma perché è in quella veste che intende presiedere la prima udienza del processo. Inoltre, Marino ha firmato tre ordinanze in materia di traffico, mobilità e inquinamento atmosferico e acustico, per una spesa complessiva di circa 10 milioni di euro.

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