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CdM al lavoro per nuovo Salva Roma. Marino: voglio soluzioni strutturali

Il sindaco della Capitale Ignazio Marino sta attendendo il nuovo decreto Salva Roma, che sarà approvato oggi, promette Palazzo Chigi. Il Consiglio dei Ministri si è riunito per varare un nuovo pacchetto, ma Marino chiarische: Io non voglio soluzioni temporanee o danaro per riparare qualche buca ma soluzioni strutturali, altrimenti mi dimetto".

Il Consiglio dei Ministri si è radunato questa mattina per varare, in definitiva, un secondo decreto Salva Roma. Dopo il ritiro del decreto il 26 febbraio (e tutti gli emendamenti collegati compreso quello che prorogava al 31 marzo la "sanatoria" sulle cartelle Equitalia), il sindaco di Roma Ignazio Marino ha infatti alzato i toni, annunciando: "Da domenica blocco la città. Le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici del palazzo che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani invece no". Marino ha poi aggiunto: "I romani sono arrabbiati e hanno ragione, dovrebbero inseguire la politica con i forconi. - denunciando - Quel decreto è rimasto fermo 42 giorni in commissione bilancio al Senato, io se mi metto a studiare in 42 giorni mi laureo in fisica...". Un fiume in piena Marino, che sottolinea: "Sono veramente arrabbiato, anche i romani sono arrabbiati e hanno ragione, qui bisogna ancora pagare i terreni espropriati nel 1957 per costruire il Villaggio Olimpico, ma si può continuare a governare così la Capitale? Non è più il periodo delle chiacchiere, è il periodo dei fatti. - aggiungendo - Qui non si tratta di un gioco, il governo deve darci gli strumenti legislativi per poter risanare una volta per tutte la città. E quello che la stampa chiama 'Salva Roma' altro non è che il 'tesoro' di soldi dei romani che a loro deve essere restituito. Le mie richieste sono chiare: avere delle norme. Lo chiedo da quando mi sono insediato ed è per questo che ho un po' perso la pazienza".

Dichiarazioni che non sono piaciute al premier Matteo Renzi, messo in scacco proprio da un sindaco nella sua prima azione di governo. "Preoccupazioni comprensibili, ma ha usato toni inaccettabili" avrebbe affermato Matteo Renzi. Fonti di Palazzo Chigi comunque assicurano: "Il decreto sarà approvato nelle prossime 24 ore". Cioè entro oggi. Il nuovo decreto dovrebbe mettere in sicurezza del bilancio 2013 di Roma e prevedere l'apertura di un tavolo di confronto tra il Mef, il Governo e Roma Capitale. Nel decreto, però, non sarebbero inseriti gli obblighi di dismissioni delle società partecipate nè la liberalizzazione di alcuni servizi. "Matteo Renzi mi ha assicurato che stanno lavorando per un decreto legge - aveva dichiarato al termine di una telefonata con il premier Ignazio Marino - se, come il Presidente del Consiglio ha affermato, avremo un nuovo decreto varato dal Consiglio dei ministri esso sarà subito operativo. Io direi che non si deve chiamare 'Salva Roma' ma 'Onora Roma'. Io non voglio soluzioni temporanee o danaro per riparare qualche buca ma soluzioni strutturali che permettano a Roma di svolgere il proprio ruolo di Capitale d'Italia". Il sindaco di Roma quindi chiarisce: "Se il mese prossimo debbo non pagare gli stipendi, vendere l'Acea, fermare il trasporto...allora mi dimetto, io non faccio il commissario liquidatore. Diciamolo con chiarezza, per marzo molti servizi sono a rischio: non ci saranno i soldi per i 25mila dipendenti del Comune, per il gasolio dei bus, per tenere aperti gli asili nido o raccogliere i rifiuti e neanche per organizzare la santificazione dei due Papi, un evento di portata planetaria".

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