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A far capitolare Ignazio Marino lo scandalo scontrini: è indagato

"Ritengo non sia giusto eludere il dibattito pubblico, con un confronto chiaro per spiegare alla Città cosa sta accadendo e come vorremo andare avanti" scrive Ignazio Marino nella lettera dove annuncia il ritiro delle dimissioni. Dibattito che invece il PD non intende affrontare e alla mozione di sfiducia preferisce le dimissione di massa, insieme ai consiglieri d'opposzione.

"Ritengo non sia giusto eludere il dibattito pubblico, con un confronto chiaro per spiegare alla Città cosa sta accadendo e come vorremo andare avanti" scrive Ignazio Marino nella lettera dove annuncia il ritiro delle dimissioni. Dibattito che invece il PD non intende affrontare. Entro questa sera, infatti, la maggioranza del Consiglio comunale si dimitterà. Ai 19 consiglieri del PD, infatti, si sono aggiunti almeno altri 6 consiglieri tra quelli d'opposizione e maggioranza, e persino Alfio Marchini sta tornando da Milano per firmare le dimissioni.
A far capitolare definitivamente Ignazio Marino lo scandalo degli scontrini. L'ormai quasi ex sindaco di Roma, infatti, è stato indagato da un paio di giorni per l'accusa di peculato e concorso in falso in atto pubblico. Marino l'avrebbe voltuto rivelare in giunta ma l'ha anticipato La Repubblica. Eppure Marino ancora non si spiega "perché in questo momento di fronte a un sindaco che ostinatamente e orgogliosamente chiede un confronto in un luogo democratico e deputato in Aula le forze politiche utilizzino ogni strumento possibile, anche le dimissioni di massa, per impedire un confronto?". Il PD romano, infatti, non ha mai presentato una mozione di sfiducia e nemmeno appoggiato, per esempio, quella depositata dal MoVimento 5 Stelle. Gli unici ad appoggiare ancora Ignazio Marino sono i consiglieri romani di Sel, che ribadiscono: "Noi ovviamente non ci dimettiamo. - e aggiungono - Questa situazione è incomprensibile, il Partito democratico non è riuscito a mandare a casa Gianni Alemanno e invece riesce a mandare a casa Marino. Questo dovranno spiegarlo ai romani e a tutto il Paese". Ma ormai i giochi sono fatti, e probabilmente giù lunedì prossimo si sarà il nome del commissario scelto da prefetto di Roma Franco Gabrielli.

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