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UE boccia Reverse Charge, buco da 728 milioni. Da giugno aumenti accise?

La Commissione UE ha bocciato il reverse charge introdotto nella legge di stabilità dal governo Renzi. Si crea così un buco da 728 milioni. Da giugno potrebbero quindi scattare le clausole di salvaguardia, ovvero l'aumento da giugno 2015 delle accise sulla benzina e sul gasolio.

Chissà se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan dirà che la Commissione UE, come la Consulta, prima di sentenziare deve "valutare il buco" che si crea nelle casse dell'Italia come sostenuto in merito alla bocciatura del blocco delle perequazioni delle pensioni. La decisione adottata oggi a Bruxelles, infatti, crea una falla da 728 milioni di euro nel bilancio statale. La Commissione europea boccia il reverse charge introdotto nella legge di stabilità dal governo Renzi (stavolta le colpe non potranno ricadere sugli esecutivi passati), ufficializzando al Consiglio europeo il suo no alla richiesta italiana di deroga dalla normativa UE, in quanto non in linea con l'articolo 395 della Direttiva IVA. Il reverse charge è in sostanza il meccanismo dell'inversione contabile che elimina la detrazione dell'IVA sugli acquisti, e che nei mesi scorsi ha suscitato più di una polemica. La Commissione europea ha bocciato il reverse charge perché non ci sono "prove sufficienti che la misura richiesta contribuirebbe a contrastare le frodi" ma anzi Bruxelles "ritiene che questa misura implicherebbe seri rischi di frode a scapito del settore delle vendite al dettaglio e a scapito di altri stati membri". Inoltre, la non applicazione del reverse charge comporterà un buco da 728 milioni di euro nella casse dello Stato il che potrebbe causare l'applicazione delle clausole di salvaguardia indicata nella legge di stabilità, cioè l'aumento delle accise sulla benzina e sul gasolio a partire da giugno 2015. Fonti del Mef assicurano che c'è "l'impegno del governo a non far scattare le clausole di salvaguardia". Fatto sta che da qualche parte lo Stato dovrà andare a prendere questi soldi, ed è probabile che a farne le spese come sempre saranno i cittadini.

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