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Partite IVA, PD: a 24% contributi previdenziali e ammortizzatori sociali

Nel Jobs Act di Matteo Renzi le partite IVA rimangono escluse da qualsiasi provvedimento. Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (PD) chiede quindi a Matteo Renzi di "portare al 24% il contributo previdenziale come avviene per il lavoro autonomo" e di estendere "gli ammortizzatori sociali anche ai professionisti con partita IVA".

Dal PD arriva la richiesta al governo Renzi di abbassare i contributi previdenziali alle partite IVA. Nel Jobs Act presentato da Matteo Renzi, infatti, le partite IVA rimangono escluse da qualsiasi provvedimento, sia riguardo la riduzione delle tasse sia le coperture degli ammortizzatori sociali, cui sono completamente esclusi i liberi professionisti. Il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (PD), chiede quindi al suo segretario, nonché Presidente del Consiglio, Matteo Renzi "di non dimenticare i 3.369.000 professionisti e autonomi con partita IVA individuale senza dipendenti, in gran parte giovani, che hanno scelto il lavoro autonomo, che faticano a stare sul mercato e racimolano nell'arco dell'anno compensi appena sufficienti per condurre una vita dignitosa". "A questi lavoratori . continua il deputato del PD - il Governo Monti ha imposto l'innalzamento progressivo dei contributi previdenziali fino al 33%, equiparandoli a quelli del lavoro dipendente. Noi riteniamo che si tratti di una scelta sbagliata e, come Partito Democratico, abbiamo già provveduto con il Governo precedente a congelare per il 2014 l'incremento dell'aliquota. Adesso chiediamo al Presidente del Consiglio di compiere un passo ulteriore e definitivo: portare al 24% il contributo previdenziale come avviene per il lavoro autonomo". Cesare Damiano ricorda inoltre che "nella legge delega, è prevista la riforma degli ammortizzatori sociali ma, anche in questo caso, non si fa cenno ai professionisti con partita IVA individuale. - e sottolinea - Si tratta di lavoratori più esposti perché privi di regole del lavoro, che rimarrebbero senza protezioni sociali e che potrebbero essere utilizzati come soluzione per abbassare il costo del lavoro. Un vero e proprio dumping sociale". Per il deputato del Partito Democratico estendere quindi gli ammortizzatori sociali anche ai professionisti con partita IVA sarebbe davvero "un bel segnale, soprattutto per i giovani".

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