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IMU capannoni 2013: con Tares boom aumenti. Sale coefficiente moltiplicatore

La CGIA di Mestre è chiara: non basta cancellare l'IMU sulla prima casa. E' necessario anche scongiurare l'aumento del coefficiente moltiplicatore sui capannoni, perché in tal caso l'IMU 2013 più la Tares produrrebbe alle imprese un aggravio difficilmente sostenibile.

Mentre il governo Letta è ancora alle prese sulla cancellazione o riduzione dell'IMU sulla prima casa, la CGIA di Mestre lancia l'allarme. "E' necessario che venga scongiurato l'aumento del coefficiente moltiplicatore sui capannoni, altrimenti l'effetto combinato con la Tares provocherà un incremento di imposta difficilmente sostenibile" avverte il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi, sottolineando che "se si continua ad aumentare sensibilmente il livello di tassazione sulle imprese non si può pretendere che queste rimangano competitive e riescano a creare nuovi posti di lavoro". La CGIA di Mestre, infatti, calcola che con il previsto rincaro dell'IMU 2013 sui capannoni e l'introduzione della Tares, gli aumenti di imposta rispetto al 2012 si annunciano molto pesanti. L'associazione spiega infatti che l'IMU 2013 sui capannoni sarà più "gravosa" anche nel caso in cui l'aliquota rimanga quella applicata nel 2012 (che è costata già il 154,4% in più rispetto agli imprenditori rispetto all'ICI), in quanto il coefficiente moltiplicatore utilizzato per la determinazione della base imponibile passerà da 60 a 65. Se a questo si aggiunge poi la Tares, l'aumento di questa tassa sui capannoni dovrebbe essere superiore, rispetto a quanto pagato l'anno scorso, del 15,5%.

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