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IMU 2013 prima casa: decreto sospende prima rata. Riforma entro 31 agosto

Arriva finalmente il decreto che prevede la sospensione del pagamento della prima rata dell'IMU 2013 sulla prima casa (a meno che non sia di tipo signorile) e sui terreni agricoli. Il Cdm specifica quindi che la riforma complessiva arriverà entro il 31 agosto.

Arriva finalmente il tanto atteso decreto sull'IMU 2013. Un decreto che per il momento sospende solamente la prima rata dell'IMU 2013 sulla prima casa, mentre la riforma complessiva sarà attuata entro la data del 31 agosto, come specifica il Consiglio dei Ministri. Una riforma che disciplinerà l'imposizione fiscale sul patrimonio immobiliare ma che innoverà anche la tassazione sul reddito d'impresa, prevedendo forme di deducibilità dell'IMU su capannoni o fabbricati industriali. Il decreto, quindi, non prevede la sospensione della prima rata dell'IMU 2013 sui capannoni, come inizialmente ipotizzato, ma il governo promette che con la riforma le imprese potranno dedurre dalle tasse l'imposta. Inoltre, sempre il Cdm precisa che nella riforma saranno ricompresi anche i dettagli in merito al tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, cioè la Tares.

Nel dettaglio, la sospensione del pagamento della prima rata dell'IMU 2013 comprende la prima casa, le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, nonché alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (Iacp) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli Iacp, e i terreni e i fabbricati rurali. Sono invece escluse dalla sospensione del pagamento della prima rata dell'IMU 2013 le abitazioni di tipo signorile, le ville, i castelli o i palazzi di pregio storico o artistico.

Il primo obiettivo del governo Letta sembra quindi essere raggiunto, o quasi. Una piccola annotazione, infatti, lascia probabilmente perplesso qualche osservatore, visto che il Cdm precisa che la riforma "dovrà essere attuata nel rispetto degli obiettivi programmatici indicati nel Documento di economia e finanza 2013 come risultante dalle relative risoluzioni parlamentari e, in ogni caso, in coerenza con gli impegni assunti dall'Italia in ambito europeo".

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