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IMU 2013 capannoni: aumenti fino al 51%, sale coefficiente moltiplicatore

Mentre il governo Letta si appresta a varare il decreto che sospenderà la prima rata di giugno dell'IMU 2013 prima casa, gli imprenditori fanno i conti di quanto dovranno versare a breve per i propri capannoni, visto che il coefficiente moltiplicatore dell'imposta è aumentato di 5 punti percentuali.

In una Italia in crisi, dove ad essersi fermate per prime sono purtroppo le imprese a causa, da una parte, della recessione che blocca i consumi e dall'altra di una mancanza di innovazione che il Paese si trascina dietro da decenni, arriva l'ultima "mazzata" per gli imprenditori. L'IMU 2013 sui capannoni subirà un aumento fino al 51%, come riporta la CGIA di Mestre. Mentre il governo Letta si appresta (con molta calma a quanto pare) a varare un decreto per la sospensione dell'IMU 2013, la CGIA di Mestre avverte che "dato che il gettito della prima casa finisce interamente nelle casse dei Comuni, c'è la possibilità, a fronte di questa mancata entrata e di un eventuale ritardo nell'applicazione delle misure compensative, che molti Sindaci aumentino le aliquote sugli immobili ad uso produttivo". Il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi, sottolinea quindi che bisogna "assolutamente scongiurare" tale scenario se non si vuole continuare a "penalizzare le imprese e di riflesso anche l'occupazione". Penalizzazione che sulle imprese già pesa almeno 5 punti percentuali in più, quelli aumentati rispetto al 2013 nel coefficiente moltiplicatore dell'IMU 2013 sui capannoni, che passa da 60 a 65.

La CGIA di Mestre ha infatti calcolato che "la prima rata dell'IMU 2013 sui capannoni subirà, rispetto a quella versata nello stesso periodo dell'anno scorso, un aumento medio nazionale del 35%". Per misurare quanto verseranno gli imprenditori fra circa un mese, l'associazione di categoria ha tenuto conto della novità introdotta il 9 maggio dalla Commissione Bilancio: ovvero, la prima rata dell'IMU dovrà prevedere il versamento del 50% dell'imposta pagata complessivamente l'anno scorso, a meno che non sia già stata pubblicata nel sito del Dipartimento delle Finanze l'aliquota vigente per il 2013. La CGIA di Mestre precisa però che "per 38 Comuni capoluogo di Provincia su 101 presi in esame, l'incremento della prima rata sarà addirittura del 51%" tra cui "in valore assoluto gli aumenti più significativi si registreranno a La Spezia (più 3.647 euro rispetto al 2012), a Taranto (più 1.736 euro) e a Brescia (più 1.472 euro)". Bortolussi quindi conclude: "Con una crisi che non accenna ad allentare i suoi effetti negativi e con una contrazione della liquidità che aumenta di giorno in giorno è necessario che il Governo eviti questo ulteriore aumento di imposta, abolendo almeno il ritocco all'insù del coefficiente moltiplicatore".

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