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UE contro Italia: ILVA non a norma emissioni. Inquina ambiente, danneggia salute

La Commissione europea informa di aver adottato ulteriori provvedimenti contro l'Italia intesi a ridurre l'impatto ambientale dell'acciaieria ILVA di Taranto. L'UE denuncia che "l'Italia non ha provveduto a far sì che l'ILVA funzioni in conformità alla normativa UE in materia di emissioni industriali, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute umana e per l'ambiente". La Commissione chiarisce che "le prove di laboratorio evidenziano un forte inquinamento dell'aria, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere".

La Commissione europea informa di aver adottato ulteriori provvedimenti contro l'Italia intesi a ridurre l'impatto ambientale dell'acciaieria ILVA di Taranto, il più grande stabilimento siderurgico europeo. In una nota, la Commissione europea sottolinea infatti che "l'Italia non ha provveduto a far sì che l'ILVA funzioni in conformità alla normativa UE in materia di emissioni industriali, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute umana e per l’ambiente". Per questo motivo, la Commissione ha già "inviato all’Italia due lettere di costituzione in mora, nel settembre 2013 e nell'aprile 2014, con le quali ha invitato le autorità italiane ad adottare misure per assicurare che l’esercizio dell’impianto ILVA venga messo in conformità con la direttiva sulle emissioni industriali e con altre norme UE in vigore in materia ambientale (cfr. IP/13/866).

La UE però ancora oggi registra "diverse violazioni della direttiva sulle emissioni industriali" precisando che il parere motivato appena adottato "riguarda carenze quali l'inosservanza delle condizioni stabilite nelle autorizzazioni, l'inadeguata gestione dei sottoprodotti e dei rifiuti e protezione e monitoraggio insufficienti del suolo e delle acque sotterranee". La maggior parte dei problemi deriva "dalla mancata riduzione degli elevati livelli di emissioni non controllate generate durante il processo di produzione dell'acciaio", con la Commissione UE che precisa come "ai sensi della direttiva sulle emissioni industriali, le attività industriali ad alto potenziale inquinante devono essere munite di autorizzazione" mentre "l'ILVA ha un'autorizzazione per svolgere le sue attività ma non ne rispetta le prescrizioni in numerosi settori. Di conseguenza, l'impianto sprigiona dense nubi di particolato e di polveri industriali, con conseguenze potenzialmente gravi per la salute della popolazione locale e per l’ambiente circostante". La Commissione europea chiarisce quindi che "le prove di laboratorio evidenziano un forte inquinamento dell'aria, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere, sia sul sito dell'ILVA sia nelle zone adiacenti della città di Taranto. - affermando - In particolare, l'inquinamento del quartiere cittadino di Tamburi è riconducibile alle emissioni dell'acciaieria". La Commissione concede all'Italia due mesi di tempo per rispondere.

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