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Tromba d'aria su ILVA Taranto: USB sospende manifestazione a Roma

A causa dei gravi eventi causati dalla tromba d'aria che si è abbattutta sull'ILVA di Taranto, che ha causato finora 20 feriti ed un disperso, l'USB sospende la manifestazione di giovedì 29 novembre a Roma sotto Palazzo Chigi, dove il governo incontrerà le parti sociali ma ribadisce la richiesta allao Stato di nazionalizzare lo stabilimento.

C'è "un disperso" tra gli operai dello stabilimento dell' ILVA di Taranto, sui cui questa mattina si è abbattuta una grande tromba d'aria . Il disperso è un dipendente, che era alla guida di una gru caduta in mare a causa del passaggio della tromba d'aria. L'ILVA comunica che sono già al lavoro i sommozzatori di Bari e rassicura sul fatto che "tutte le emissioni dell'azienda sono sotto controllo". Nel frattempo, l'USB (Unione sindacale di base) annuncia di sospendere la manifestazione in programma domani, giovedì 29 novembre, sotto Palazzo Chigi (dove si incontreranno governo e parti sociali) a causa dei gravi eventi atmosferici che hanno provocato almeno 20 feriti e si rischia anche un morto. Le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm, dopo l'annuncio dell'ILVA "dell'impossibilità di commercializzare i prodotti" a causa del "provvedimento di sequestro preventivo notificato dal GIP di Taranto" il 26 novembre 2012 e della "cessazione di ogni attività nonché la chiusura dello stabilimento di Taranto e di tutti gli stabilimenti del gruppo che dipendono, per la propria attività, dalle forniture dello stabilimento di Taranto", hanno infatti indetto per giovedì 29 novembre 8 ore di sciopero con manifestazione nazionale a Roma. La Fim, Fiom, Uilm chiedono "al Governo un intervento straordinario in grado di garantire l'attività industriale e gli attuali livelli occupazionali per tutti gli stabilimenti del Gruppo ILVA in Italia". In una nota, infatti, Fim, Fiom, Uilm spiegano come "la situazione che si sta venendo a creare per tutto il Gruppo Riva sia gravissima e necessiti di risposte chiare e immediate da parte del Governo". I sindacati invitano quindi il Governo, che si riunirà in Consiglio dei Ministri domani, a dire a chiare lettere se "dopo l'approvazione dell'AIA (Autorizzazione integrata ambientale, ndr), vuole salvaguardare un patrimonio industriale e occupazionale essenziale per il Paese". L'azienda da parte sua ricorda infatti che "lo stabilimento ILVA di Taranto è autorizzato all'esercizio dell'attività produttiva dal decreto del Ministero dell'Ambiente in data 26 ottobre 2012 di revisione dell'AIA" ma afferma che "il provvedimento di sequestro emesso dal gip di Taranto si pone in radicale e insanabile contrasto rispetto al provvedimento autorizzativo del Ministero dell'Ambiente". Da qui, la decisione di chiudere l'ILVA di Taranto e tutti gli stabilimenti che da essa dipendono. L'USB ritiene invece che "quanto sta accadendo è una vera e propria ritorsione ed un nuovo tentativo della proprietà dell'ILVA di utilizzare la preoccupazione e la rabbia dei lavoratori contro i provvedimenti della magistratura". Il sindacato di base sottolinea però che ormai "tra gli operai è forte la consapevolezza che è l'ILVA la responsabile di ciò che sta accadendo" affermando che "è l'ILVA che non vuole pagare per tutto ciò che ha inquinato" e che è sempre "l'ILVA che non vuole impiegare i miliardi di utili che ha fatto in questi anni per risanare la fabbrica e il territorio". L'USB infatti, anche se sospende la manifestazione a Roma a causa dei gravi eventi causati dal passaggio della tromba d'aria sull'ILVA, ribadisce che a questo punto "è lo Stato che deve intervenire per risanare la fabbrica e il territorio e ridare un futuro pulito e certo agli operai e alla città". Il sindacato di base chiede quindi di "nazionalizzare la fabbrica requisendola alla proprietà senza alcun indennizzo".

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