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ILVA Taranto, USB: "Cassa di resistenza per i lavoratori in sciopero"

Il reparto MOF (Movimentazione Ferroviaria) è il "sistema nervoso" dell'ILVA di Taranto. Dalla morte del giovane operaio Claudio Marsella, il 30 ottobre, i lavoratori del reparto sono in sciopero ad oltranza. Sabato 10 novembre grande manifestazione dei lavoratori a Taranto. USB invita ad aiutare i lavoratori in sciopero con una speciale "cassa".

Martedì 30 ottobre moriva all'ILVA di Taranto, all'interno del reparto MOF (Movimentazione Ferroviaria), Claudio Marsella un giovane operaio di 29 anni. La morte del lavoratore ha portato a proclamare da parte dell'USB uno sciopero immediato dei dipendenti dello stabilimento ILVA di Taranto e la creazione di un presidio al MOF. Una manifestazione a Taranto è stata organizzata dai lavoratori dell'ILVA per sabato 10 novembre, manifestazione a cui hanno aderito associazioni, sindacati e rappresentanti delle istituzioni. L'Unione Sindacale di Base che, ha aderito subito alla manifestazione, rivendica la sicurezza nel reparto MOF e la tutela dell'incolumità e della sicurezza di tutti i Lavoratori dell'ILVA. Francesco Rizzo, dell'USB ILVA il giorno della tragedia dichiarava: "Alle postazioni del MOF i manovratori operano da soli, e se un lavoratore ha problemi nessuno è in grado di rilevarli ed intervenire tempestivamente. Queste modalità lavorative sono state sancite da un vergognoso accordo, siglato due anni fa da FIM FIOM e UILM, in cambio di poche centinaia di Euro". La lotta dei lavoratori dello stabilimento ILVA di Taranto per il diritto al lavoro e alla salute sarà durissima dato che, come spiega l'USB nel suo sito "allo sciopero, determinato dalla morte di un lavoratore nel reparto MOF, aderiscono centinaia di lavoratori dell'acciaieria ed in particolare tutti i lavoratori del reparto movimentazione ferroviaria (MOF) che hanno deciso di lottare fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza ed eliminate le cause che hanno provocato la settimana scorsa l' omicidio sul lavoro di Claudio Marsella". Uno sciopero d'altri tempi l'ha definito qualcuno, con il MOF fermo che di fatto paralizza i "collegamenti" tra tutti i comparti dell'ILVA di Taranto (i materiali, sia grezzi che finiti vengono mossi infatti per lo più su rotaia). Uno sciopero che non si vedeva da almeno trent'anni, dicono in molti e che, sintetizza l'USB "chiede la cancellazione dell'accordo firmato dai sindacati due anni fa che ha peggiorato di molto le condizioni di lavoro, portata avanti con coraggio e con l'orgoglio di chi non vuole più mettere a rischio la propria salute e la propria vita per accrescere i profitti di Riva". Per questo l'Unione Sindacale di Base per "sostenere incondizionatamente la lotta di questi lavoratori" ha creato una "Cassa di resistenza per i lavoratori dell'ILVA in sciopero" e fa un appello "a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici, alle associazioni, e a quanti, uomini e donne, lottano nel nostro paese per il diritto ad una vita ed un lavoro sicuri e dignitosi, affinchè non facciano mancare la loro solidarietà e, in accordo con i lavoratori in sciopero, invita tutte e tutti a contribuire".

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