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ILVA Taranto, Confindustria: fermo produzione avrà impatto negativo su occupazione

La Confindustria si dice molto "preoccupata per il blocco delle attività del gruppo Riva in conseguenza delle vicende dell' Ilva di Taranto" avvertendo che "il fermo della produzione, infatti, avrà un impatto negativo sull'occupazione e su tutti i settori direttamente e indirettamente collegati alle produzioni siderurgiche, peraltro in una fase particolarmente delicata per la nostra economia". E Giorgio Squinzi auspica "un po' di buon senso per discutere e trovare una soluzione equilibrata".

Dopo il sequestro di circa 1 miliardo di euro effettuato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Taranto su ordine del gip di Taranto, Patrizia Todisco, il gruppo siderurgico Riva, proprietario dell' ILVA, spiega che il provvedimento "sottrae all'Azienda ogni disponibilità degli impianti - che occupano oggi circa 1.400 addetti - e determina il blocco delle attività bancarie, impedendo pertanto la normale prosecuzione operativa della Società". In altre parole, come già annunciato dalla Uilm, un esubero di 1.400 addetti che operano nelle 13 società riconducibili alla famiglia. Il gruppo Riva però denuncia che "tali attività non rientrano nel perimetro gestionale dell'Ilva e non hanno quindi alcun legame con le vicende giudiziarie che hanno interessato lo stabilimento Ilva di Taranto", e spiega quindi che il provvedimento disposto dal gip "in base al quale vengono sottratti a Riva Acciaio i cespiti aziendali, tra cui gli stabilimenti produttivi, e vengono sequestrati i saldi attivi di conto corrente e si attua di conseguenza il blocco delle attività bancarie" impedisce "il normale ciclo di pagamenti aziendali" e "fa sì che non esistano più le condizioni operative ed economiche per la prosecuzione della normale attività".

La Uilm afferma che "ancora una volta le iniziative disposte dagli uffici del Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Taranto determinano una ripercussione negativa sulla produzione siderurgica nazionale e sugli approvvigionamenti d'acciaio utili alle imprese manifatturiere italiane ed estere", mentre la Federacciai denuncia che "quello che è accaduto è la conseguenza di un braccio di ferro tra magistratura e Governo, con la magistratura che ha prevalso vanificando, di fatto, ben due leggi dello Stato, la legge 231 e quella successiva sul commissariamento".

Si dice molto "preoccupata per il blocco delle attività del gruppo Riva in conseguenza delle vicende dell' Ilva di Taranto" anche Confindustria che in una nota avverte: "Il fermo della produzione, infatti, avrà un impatto negativo sull'occupazione e su tutti i settori direttamente e indirettamente collegati alle produzioni siderurgiche, peraltro in una fase particolarmente delicata per la nostra economia". Per questo motivo "Confindustria auspica che, in un clima meno esasperato, sia possibile trovare una soluzione che garantisca l'occupazione e l'attività industriale". Anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, interpellato a margine di Atreju sulla situazione del gruppo Riva, sottolinea come in questa situazione ci sarebbe bisogno di "un po' di buon senso per discutere e trovare una soluzione equilibrata", visto che "1.500 posti che si perdono nel nostro Paese sono un altro colpo drammatico per 1.500 famiglie".

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