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ILVA, Gnudi: a gennaio stipendi a rischio. Blocco gas Eni sarebbe catastrofe

Il commissario straordinario dell'ILVA Piero Gnudi, in audizione alla Camera, avverte che gli stipendi potranno essere pagati solo "a dicembre e forse gennaio, ma più in là non si può andare". Commentando il possibile blocco delle forniture di gas da perte dell'Eni, Gnudi ammette che tale scenario rappresenterebbe una "catastrofe" per l'ILVA.

"Oggi purtroppo i denari in cassa li abbiamo finiti. Possiamo pagare stipendi dicembre e forse gennaio, ma più in là non si può andare" avverte il commissario straordinario dell'ILVA Piero Gnudi, in audizione alla Camera, precisando che "bisogna trovare una soluzione ponte" fra la commissione straordinaria e la cessione del gruppo ILVA a privati. Gnudi ha anche commentanto l'indiscrezioni riportata da La Repubblica su un possibile blocco degli altoforni nel caso l'Eni decidesse lo stop delle forniture di gas all'ILVA, chiarendo che tale scenario rappresenterebbe una "catastrofe" per lo stabilimento di Taranto. Gnudi non pensa che l'Eni arriverà a cessare "le forniture" pur ammettendo che la situazione è critica. "L'Eni - ha spiegato infatti il commissario straordinario - ci ha chiesto una fideiussione di 240 milioni. Noi abbiamo chiesto di poter pagare settimana per settimana in anticipo e non ci è stato concesso. Ma finora abbiamo pagato tutte le fatture". Gnudi conclude che forse per l'ILVA "l'amministrazione straordinaria, facendo decadere il commissario di governo" sarebbe la soluzione migliore, sottolineando però che ciò non si può fare con l'attuale legge Marzano, precisando che una sua modifica "non basta, perché bisogna prevedere anche norme ambientali" nel decreto ILVA.

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