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Bob Dylan fa impazzire IBM Watson come HAL 9000

Watson capisce Bob Dylan: parli del "tempo che passa e dell'amore che svanisce". Ma quando Bob Dylan compiaciuto dall'interpretazione del sistema cognitivo IBM propone di scrivere una canzone, IBM Watson si comporta come HAL 9000. Bob Dylan come David Bowman?

Un lungo divano con alle spalle un grande schedario pieno di carte e di faldoni. Davanti al divano un tavolino bianco con un piccolo monolite nero. Tra il tavolino ed il divano ecco inserirsi Bob Dylan con la sua chitarra d'ordinanza che una volta accomodato si rivolge al monolite nero che si rivelerà uno schermo di un computer con un logo animato. Il logo è quello di Watson, il supersistema "cognitivo" computerizzato di IBM. Questo è lo scenario del nuovo spot della multinazionale statunitense per volgarizzare (in senso di far conoscere al volgo) il suo sistema intelligente Watson che cerca di mutare la sua immagine da semplice curiosità nel quiz televisivo americano "Jeopardy!" a qualcosa che sia sempre più vicino ad un assistente personale (non solo per medici ed economisti). Ed ecco che IBM con la sua fida agenzia Ogilvy & Mather punta a fare di Watson anche il consulente per la creatività. "IBM Watson thinks with us to outthink the limits of creativity" si legge con la consueta modestia alla fine dello spot.

Basta quindi ad immaginare Watson come un concorrente saputello di un quiz televisivo, o il cervellone "risolvi problemi" di call center e di compassati analisti, il "sistema cognitivo" di IBM nella sua enorme potenza intellettiva così simile agli umani (tanto da sembrare nella comunicazione, anche per la nuvoletta azzurrina del logo, un po' il Mago di OZ) può far persino da consulente agli artisti. Anzi ad artisti enigmatici, a veri e propri archetipi americani come Bob Dylan. Infatti chi meglio di Bob Dylan poteva essere il peggior compagno di conversazione di IBM Watson? Ostico come molti suoi testi solamente un "sistema intelligente" come Watson poteva strappargli un accenno di sorriso (e un contratto pubblicitario). Questo è il messaggio.

Anche se lo spot può sembrare semplice, a tratti banale, soprattutto per un comune utente di iPhone (cioè di un computer piccolino, insomma), per il target altissimo (a livello di budget) a cui si proprone IBM Watson i messaggi lanciati sono più che evocativi. L'atmosfera è assolutamente anni '60 (come Dylan d'altronde), con una scenografia che ricorda non solo gli epici sistemi IBM del periodo (vedi schedario e tavolino dal design essenziale che si mostrava all'epoca come naturale complemento d'arredo dei supercalcolatori), ma riesuma quella voce umanoide (che volutamente cede all'imperfezione come per un vezzo), di HAL 9000. HAL 9000 è il computer di "2001: Odissea nello spazio" di Stanley Kubrick, per chi non lo sapesse (ma se non lo sa è meglio che si fermi qui). Sta proprio nel parallelismo tra HAL 9000 e IBM Watson la doppia lettura che si può dare allo spot di IBM, lettura che Ogilvy & Mather forse ha voluto lasciare tra le righe.

Watson nello spot è sicuro di sé proprio come HAL 9000. Dice Watson al cospetto di Bob Dylan che è capace di leggere "800 milioni di pagine al secondo" e spiega al maestro che i temi principali delle sue canzoni sono "che il tempo passa e l'amore svanisce". Bob Dylan sembra rimanere soddisfatto, come se fosse davvero la sintesi perfetta delle sue centinaia di canzoni. In effetti da IBM spiegano che sono stati usati cinque servizi di Watson per analizzare le 320 canzoni pubblicate nel catalogo di Bob Dylan e che le tendenze estratte dai suoi testi sono state appunto "il tempo passa" e "amore svanisce". Ma ecco che Watson, come nelle migliori puntate di Star Trek dedicate al tema computer - esseri umani, non sa nulla dell'amore (il suo metallico cuor è infatti placcato di meri diodi e transistori). Così Bob Dylan in persona propone a Watson di scrivere una canzone insieme.

Il supercomputer di IBM, che non sa nulla dell'amore e nemmeno di soldi (sarebbe stato un buon introito in diritti d'autore per un sistema cognitivo artificiale che vive in un cloud e cucina) risponde che non sa cantare e comincia a canticchiare proprio come HAL 9000. Quando HAL cantava impazzito però. Quando l'astronauta David Bowman disattivava progressivamente le capacità cognitive di HAL 9000 portandolo ad una regressione infantile, il povero pazzo sistema cognitivo artificiale della serie 9000 cantava "giro giro tondo". In realtà nella versione originale HAL cantava Daisy Bell, un omaggio all' IBM 704 che nel 1961 cantò proprio questa filastrocca da bambini ai Bell Laboratories, come primo esempio di speech synthesis. Ergo, come David Bowman aveva fatto regredire l'impazzito HAL 9000 (si noti che dopo la H c'è la I, dopo la A viene la B, dopo la L viene la M, cioè HAL è IBM), Bob Dylan fa impazzire per regressione IBM Watson. Tanto che Dylan prende di nuovo la sua chitarra e se ne va. Laciando il sistema cognitivo al suo "beep, bop, bip, bop". Che se fosse bebop sarebbe anche jazz, ma si sa, tutti quanti voglion fare jazz.

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