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Accordo Renzi - IBM: ok a cessione dati sanitari italiani senza consenso

Oltre a permettere la sorveglianza di massa su web e smartphone, nella legge europea 2017 è stata inserita a sopresa una norma che permette alle multinazionali di ottenre i dati sanitari degli italiani senza il loro consenso, come da accordi tra il governo Renzi e IBM.

"Nonostante l'intervento del Garante della Privacy, che aveva bloccato l'uso e l'abuso dei dati sanitari dei cittadini italiani e nonostante la grave negazione del diritto di ogni cittadino di essere informato e di dare il proprio consenso, l'Europa ha acconsentito affinché i nostri dati sanitari possano essere utilizzati da multinazionali per scopi non precisati" viene comunicato di Federconsumatori.

Nella legge europea 2017 pubblicata il 28 novembre in Gazzetta Ufficiale (che permette anche la sorveglianza di massa su web e smartphone), è stata infatti introdotta a sorpresa la possibilità di usare i dati personali degli italiani, senza consenso, a scopo di ricerca scientifica.

La federazione dei consumatori spiega infatti che "dal 12 dicembre i dati degli italiani, con la sola 'autorizzazione da parte del Garante della Privacy', che fra l'altro è vincolante solo relativamente all'anonimato e ad un utilizzo limitato, potranno essere concessi per scopi di ricerca scientifica o statistici".

In sostanza, con due articoli comparsi nella legge europea 2017 si dà il via libera all'accordo tra il governo Renzi e IBM per l'uso dei dati sanitari italiani in cambio dell'apertura a Milano del suo centro Watson Health.
La norma non prevede però "il diritto dell'utente a essere informato né ad accedere a questi dati. Vincola l'autorizzazione del Garante solo al fatto che i dati siano anonimizzati e che sia rispettato il principio di minimizzazione dell'utilizzo. Ossia che siano usati solo quelli che servono per quella ricerca scientifica" spiega Francesco Pizzetti, ex garante della privacy e docente ordinario di Diritto Costituzionale presso l'Università di Torino.
La norma inoltre non chiarisce se sia lo Stato a dover anonimizzare i dati o se lo possa fare anche il soggetto privato che li acquisisce.

"La scarsa trasparenza di tale normativa risulta inaccettabile. Non è chiaro se tale decisione sia frutto di mancata informazione o rappresenti un vero e proprio favore alle multinazionali e delle case farmaceutiche" chiarisce Federconsumatori.

© riproduzione riservata | online: | update: 05/12/2017

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