le notizie che fanno testo, dal 2010

Venezuela: ancora Chavez. Vince il socialismo "digitale"

Hugo Chavez vince le elezioni in Venezuela e si riconferma presidente, promettendo di portare a compimento la "rivoluzione bolivariana", che riparte dai seggi elettorali sempre più "digitali".

Dopo 14 anni al potere, il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha battuto con circa il 55% dei voti il rivale Henrique Capriles, le cui preferenze si sono fermate a circa il 44,5%. Hugo Chavez rimarrà quindi alla presidenza, condizioni di salute a parte, fino al 2019, quando raggiungerà i due decenni in carica. Grande affluenza alle urne da parte dei venezuelani, la più alta a quanto pare degli ultimi decenni, con meno del 20 per cento di astensionismo. Appena il risultato elettorale si stava andando a delineare, i sostenitori di Hugo Chavez si sono riversati per le strade di Caracas, con il ministro degli Interni Tarek El Aissami che su Twitter ha commentato: "Perfetta vittoria, ha vinto il Venezuela". Lo sfidande di Chavez, Henrique Capriles, è il leader della "Mesa de unidad democratica" (Mud), composta da una ventina di partiti, unico candidato dell'opposizione e a sentir Chavez un "oligarca di destra sotto mentite spoglie che cercherebbe di riportare il Venezuela ai tempi della dominazione da parte dei Paesi più ricchi". Dopo la vittoria, Hugo Chavez è apparso sorridente su El Balcón del Pueblo del palazzo presidenziale di Caracas, cantando l'inno nazionale e inneggiando: "Viva la patria, viva la rivoluzione, viva il 7 ottobre". Chavez si è poi congratulato con Capriles perché, nonostante contrario alla "proposta Bolivariana" ha dimostrato, sottolinea il Presidente del Venezuela, "spirito democratico e civile", riconoscendo senza polemiche "la vittoria del popolo". Chavez sottolinea infatti che riconoscere "la vittoria bolivariana è un passo importante per la pace del Venezuela". Hugo Chavez ha poi promesso di voler essere un presidente migliore e con "il cuore in mano" ha ricordato che "tutti sono fratelli nella patria di Bolívar" chiedendo "a coloro che incitano l'odio e negano le cose buone di aprirsi al dialogo, per lavorare insieme per il Venezuela bolivariano". Infine, Chavez ha descritto la "battaglia elettorale come perfetta" ringraziando "Dio che non ci sono stati incidenti". Né l'opposizione né il cancro sembrano quindi aver minato quell'idea di socialismo che Hugo Chavez promette di portare a compimento in Venezuela. Durante la sua campagna elettorale, Chavez ha fatto qualche mea culpa, assicurando che presterà maggiore attenzione alla qualità dei programmi di governo, come quello sull'educazione. Inoltre, come dal balcone presidenziale si è rivolto ai suoi oppositori, Chavez ha anche invitato la classe media ad unirsi alla rivoluzione bolivariana. A livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti, la vittoria di Hugo Chavez appariva scontata, visto che "controlla la giurisdizione del Venezuela, la commissione elettorale e la maggior parte dei canali televisivi, che bombardano la popolazione con la propaganda che comprende lunghe ore di apparizioni da parte del presidente su tutti i canali, e contemporaneamente" come ricorda il Washington Post. Media indipendenti riferiscono inoltre la paura che avrebbero molti cittadini venezuelani di non veder tutelata la segretezza del loro voto, visto che in Venezuela viene utilizzato un sistema di votazione elettronica touch-screen e gli elettori vengono identificati con un lettore digitale di identificazione personale attraverso le impronte digitali.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: