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Hong Kong, Occupy Central: la Rivoluzione degli Ombrelli non è "colorata"

La "Rivoluzione degli Ombrelli" di Hong Kong arriva dopo la "Rivoluzione delle Rose" della Georgia, la "Rivoluzione Arancione" dell'Ucraina e la "Rivoluzione dei Tulipani" del Kirghizistan, senza dimenticare la rivoluzione da "manuale" in Egitto. Benny Tai, leader di Occupay Central, assicura però: "La nostra non è una rivoluzione colorata".

La "Rivoluzione degli Ombrelli" di Hong Kong arriva dopo la "Rivoluzione delle Rose" della Georgia, la "Rivoluzione Arancione" dell'Ucraina e la "Rivoluzione dei Tulipani" del Kirghizistan, senza dimenticare la rivoluzione da "manuale" in Egitto, che ha rovesciato il regime di Hosni Mubarak. Diversi osservatori vedono quindi, dietro la "Rivoluzione degli Ombrelli" di Hong Kong, la longa manus dell'Occidente. Queste osservazioni devono essere giunte anche a Benny Tai, il leader del movimento che da sette giorni ha occupato molte aree di Hong Kong, tanto che parlando alla folla presente ad Admiralty, chiarisce: "La nostra non è una rivoluzione colorata". La Federazione degli Studenti assicura infatti che Occupay Central è solo un movimento iniziato dalla società civile di Hong Kong. Durante le proteste i manifestanti, che chiedono le dimissioni di CY Leung (il governatore di Hong Kong), affermano infatti di non sentirsi cinesi ma bensì "hongkongers".

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