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Isola dei famosi: paradiso o inferno? In Honduras muore chi difende l'ambiente

Un rapporto di Global Witness denuncia che il luogo sulla Terra più pericoloso e mortale per le persone che cercano di difendere l'ambiente è l'Honduras. Dal 2009 sono 123 gli attivisti assassinati, ma si contano a migliaia le minacce ed i pestaggi, anche contro donne incinte e bambini. A quanto pare, l'Honduras non è proprio quel paradiso descritto dall'Isola dei famosi.

Finora neanche le frequenti tempeste tropicali sono riuscite a far cambiare location all'Isola dei famosi. Si spera però che dopo la diffusione di questo rapporto Magnolia decida di spostare tutti i naufraghi su un'altra isola, perlomeno dal prossimo anno.

Un rapporto di Global Witness, movimento che lotta per porre fine agli abusi ambientali e dei diritti umani, ha denunciato infatti che il luogo più pericoloso e mortale per le persone che cercano di difendere l'ambiente è proprio l'Honduras, appunto set per eccellenza da diverse edizioni dell'Isola dei famosi.

Il report svela infatti livelli scioccanti di violenza e di intimidazioni subiti dalle comunità rurali che protestano contro la costruzione delle dighe, che andrebbero a mutare radicalmente il paesaggio, e delle miniere, la ricerca petrolifera e lo sfruttamento delle terre per un'agricoltura intensiva.

Global Witness spiega che tutte queste attività sono controllate da una élite ricca e potente, all'interno della quale figurano molti membri della classe politica dell'Honduras. Da qui, prosegue l'organizzazione, la diffusa corruzione che investe buona parte dei progetti.

"Dopo il golpe del 2009 in Honduras 123 attivisti sono stati assassinati, mentre ormai non si contano più quelli minacciati, aggrediti o incarcerati" rivela Global Witness, aggiungendo: "In nessun altro luogo sulla Terra ci sono più probabilità di essere uccisi se si protesta contro il furto dei terreni e la distruzione della natura che in Honduras".

"Abbiamo documentato innumerevoli attacchi e minacce agghiaccianti, tra cui il pestaggio selvaggio da parte dei soldati di donne incinte, i bambini tenuti sotto tiro da parte della polizia, attacchi incendiari nei villaggi e veri e propri sicari che agiscono impunemente", dichiara Billy Kyte, a capo del Global Witness.

Il caso più famoso fu l'uccisione di Berta Caceres, un attivista ambientale honduregno, leader indigeno della sua gente nonché co-fondatore e coordinatore del Council of Popular and Indigenous Organizations of Honduras. Caceres è stato ucciso una settimana dopo essere stato minacciato per essersi opposto al progetto di una diga idroelettrica.

Secondo il rapporto Global Witness, il progetto della diga sarebbe controllato da Arnold Castro, marito della deputata Gladis Lopez nonché presidente del partito governativo National Party of Honduras.

Inoltre, Global Witness rivela che il flusso di denaro che arriva in Honduras dagli Stati Uniti e da altri Paesi viene utilizzato per finanziare progetti imposti illegalmente e per addestrare la polizia ad attaccare chi protesta in difesa delle loro terre.

© riproduzione riservata | online: | update: 02/02/2017

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