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Hillary Clinton voleva truccare elezioni Palestina: anche quelle USA? FBI riapre indagine su email

La FBI ha riaperto le indagini sulle email di Hillary Clinton spedite dal suo server di posta provato. Le nuove email sono state trovate analizzando il caso di sexting dell'ex membro del Congresso Anthony Weiner. Intanto, un'audio svela che nel 2006 Hillary Clinton voleva manipolare le elezioni parlamentari palestinesi, vinte invece da Hamas. Donald Trump ha quindi ragione quando sospetta di elezioni USA truccate?

A 10 giorni dal voto per eleggere il nuovo Presidente degli Stati Uniti, la FBI annuncia di aver riaperto il caso sulle email di Hillary Clinton quando era segretario di Stato. In una lettera indirizzata alla Commissione Giustizia del Senato americano, il direttore della FBI James Comey ha informato infatti che la sua agenzia ha riaperto le indagini sull'uso dell'account privato di posta elettronica utilizzato dalla Clinton poiché sono emerse nuove email.

James Comey non ha spiegato cosa abbia trovato di sospetto in questi nuovi messaggi di posta elettronica, e per questo la candidata democratica alle presidenziali USA dall'Iowa ha affermato che "è imperativo che la FBI pubblichi tutte le informazioni relative alle nuove mail, e le renda note immediatamente al pubblico americano". L'indagine della FBI infatti potrebbe concludersi con una imputazione penale nei confronti di Hillary Clinton, tanto che l'avversario Donald Trump non ha esitato a sottolineare che "questa indagine è il più grande scandalo politico dai tempi del Watergate".

Il candidato repubblicano ha quindi ringraziato la FBI perché ha avuto "il coraggio di correggere il terribile errore fatto" in precedenza, quando i federali avevano archiviato il caso sulle email della Clinton anche se fu proprio l'agenzia a svelare che Hillary aveva mentito al popolo americano visto che almeno 110 email transitate sul server privato sono classificate.

E in almeno una email, la candidata democratica sembra in effetti aver violato le leggi federali, quando la Clinton ha chiesto ad un suo collaboratore di togliere da un documento l'intestazione affinché si riuscisse a spedirlo "in maniera non sicura".

Per il momento, però, ciò che si sa è che la FBI ha riaperto l'indagine chiusa i primi di luglio analizzando le email scambiate tra l'ex membro del Congresso, il democratico Anthony Weiner, e una ragazza di 15 anni. Weiner fu costretto a dimettersi dopo la scoperta che aveva fatto sexting con la minorenne e con altre donne, ma cosa ancora più importante è che l'ex moglie del deputato americano è Huma Abedin, tra i più stretti collaboratori di Hillary Clinton.

Quel che è certo è che queste email al centro dell'inchiesta Weiner sono "pertinenti alle indagini" su Hillary Clinton, come ha specificato il direttore della FBI nella lettera indirizzata alla Commissione Giustizia del Senato americano, precisando che la FBI deve quindi "determinare se contengono informazioni classificate".

Brian Fallon, un portavoce di Hillary Clinton, non si spiega la riapertura delle indagini perché, ricorda, la FBI aveva già esaminato tutti i messaggi di posta elettronica tra Huma Abedin e Hillary Clinton. Sembra però che le email incriminanti potrebbero essere state spedite solo pochi giorni fa. James Comey ha infatti specificato che gli investigatori lo hanno informato sui nuovi messaggi riguardanti la Clinton appena giovedì scorso.

Parallelamente, poi, un altro scandalo si abbatte su Hillary Clinton. Il giornalista Eli Chomsky del Jewish Press ha pubblicato sull'Observer un'audio di una passata intervista a Hillary Clinton, quando era ancora senatrice. Nell'intervista la Clinton dichiara che gli Stati Uniti avrebbero dovuto manipolare le elezioni parlamentari palestinesi del 2006 per impedire la vittoria di Hamas.

"Se avessimo fatto pressioni sulle elezioni palestinesi, allora avremmo fatto in modo di decidere chi avrebbe vinto" aveva dichiarato infatti la Clinton. Nel 2006 Hamas conquistò infatti 74 seggi contro i 45 di Fatah, partito appoggiato dagli Stati Uniti.
Tale dichiarazione riapre quindi i dubbi sul fatto che determinati gruppi di potere americani riescano a "truccare" le elezioni in diversi Paesi del mondo. Chi può quindi escludere che non lo si faccia anche in patria, come teme Donald Trump?

© riproduzione riservata | online: | update: 29/10/2016

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