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Gerusalemme, Hamas: rafforzamento Intifada condurrà alla liberazione

Il leader di Hamas Isma'il Haniyeh, durante la prehiera del venerdì ha invocato "un'Intifada per liberare Gerusalemme". L'escalation di violenza è esplosa a causa della sempre maggiore affluenza di visitatori ebrei nella città vecchia di Gerusalemme, per gli ebrei Monte del Tempio e per i musulmani Nobile Santuario.

In 11 giorni 4 israeliani e 19 palestinesi sono stati uccisi a Gerusalemme, in Cisgiordania (area occupata da Israele) e nella Striscia di Gaza.
L'escalation è iniziata sabato scorso quando due palestinesi furono uccisi dalla polizia dopo aver accoltellato quattro israeliani in due attacchi separati vicino alle città vecchia di Gerusalemme. Oggi due ragazzi palestinesi di età compresa tra i 12 e 15 anni sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane nel corso di alcune proteste lungo il muro di confine di Gaza, che ha causato anche 14 feriti. Nel corso della notte, un altro palestinese è stato invece ucciso durante alcuni violenti scontri con le forze di sicurezza israeliane nel campo di Shuafat a Gerusalemme est. Ma la scia di sangue non finisce qui. Tre agenti della polizia israeliana sono stati accoltellati da un palestinese alla Porta di Damasco a Gerusalemme, mentre due israeliani sono stati invece accoltellati questa mattina da un palestinese 16enne nel rione ortodosso ebraico di Shmuel ha-Navi a Gerusalemme. In entrambi i casi, gli aggressori sono stati uccisi.
Il leader di Hamas Isma'il Haniyeh, durante la prehiera del venerdì nella Moschea Palestina, ha già invocato "un'Intifada per liberare Gerusalemme". "Un rafforzamento dell'Intifada - ha sottolineato Haniyeh - è l'unica strada che può condurre alla liberazione". Hamas ha rivendicato il fatto che il palestinese morto nel campo di Shuafat faceva parte dell'organizzazione. E in questi giorni, c'è chi teme che possa scoppiare la Terza Intifada.
La violenza è stata alimentata a causa della sempre maggiore affluenza di visitatori ebrei nella città vecchia di Gerusalemme, che sarebbe il luogo dei due templi biblici distrutti ma che rientra nel complesso della moschea di al-Aqsa, il terzo luogo più sacro dell'Islam. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito che non impedirà agli ebrei di visitare quello che loro chiamano il Monte del Tempio ma ha comunque precisato che la preghiera non musulmana è vietata. Ciò però non ha rassicurato i musulmani che chiamano la stessa area Nobile Santuario.
Nel 2000 Ariel Sharon, l'allora leader dell'opposizione israeliana divenuto poi primo ministro, aveva visitato il complesso di al-Aqsa. Ciò ha portato allo scoppio della Seconda Intifada, proseguita per cinque anni, causando almeno 3.000 morti palestinesi e 1.000 vittime israeliane.

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