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Epifani segretario: se PD diventa parte della crisi è vicino a fallimento

Guglielmo Epifani, ex segretario della CGIL, è stato eletto nuovo segretario del PD, alla guida del partito fino al giorno del Congresso dove i democratici dovranno capire "ciò che va tenuto e ciò che va cambiato". Epifani poi chiarisce: Se il PD rischia diventare parte della crisi del Paese è vicino al fallimento".

Guglielmo Epifani è stato eletto segretario del PD, o meglio reggerà il partito in questa delicata fase che vede i democratici al governo con il Pdl fino al prossimo Congresso. Nel suo intervento davanti all'Assemblea nazionale del PD, Guglielmo Epifani, ex segretario della CGIL dopo Sergio Cofferati di cui era il vice, precisa di non aver chiesto lui l'incarico a segretario ma aggiunge: "Non potevo sottrarmi alla responsabilità che mi veniva richiesta". "Se il PD, che nasce per cambiare questa società, rischia diventare parte della crisi del Paese stesso, è vicino al fallimento perché non ha alcuna funzione" avverte immediatamente Guglielmo Epifani, che sottolinea: "C'è una retorica della crisi che attanaglia anche noi. Il declino si accompagna sempre al decadimento morale e sociale. Noi non possiamo continuare a vivere la crisi della democrazia solo perché non esistono gli strumenti per decidere: un cortocircuito che richiede una forte domanda di ripresa e cambiamento". Epifani esorta quindi il PD a "metterci la faccia" perché "è sinonimo di serietà", chiarendo: "Non dobbiamo avere paura di affrontare la realtà o avere paura del confronto con gli altri perché li consideriamo più decisi o più cattivi". Epifani guarda poi alla preparazione del Congresso del PD, perché sarà quella la sede per comprendere "ciò che va tenuto e ciò che va cambiato, in termini sempre inclusivi senza ridurre tutto al voto sulla persona". "Va recuperato il senso di appartenenza: va fatta la scelta di graduare la bilancia tra diritti e doveri. Un iscritto deve avere più diritti e meno doveri, un dirigente meno diritti e più doveri - conclude Epifani - Il congresso deve essere esplicito, una battaglia, una discussione esplicita. La linea è di tutti, il cognome è di una persona sola".

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