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Oltre Mafia Capitale: appalti truccati per restauro aula Consiglio comunale

Oltre a Mafia Capitale c'è anche l'operazione 'Domus publica' della Guardia di Finanza, che ha porato all'arresto di 5 persone (tra i quali un alto dirigente in servizio alla Sovrintendenza dei beni culturali di Roma Capitale) in merito ad appalti "truccati" relativi "al restauro dell'aula Giulio Cesare del palazzo Senatorio, aula ove si riunisce il consiglio comunale della Capitale". Inoltre, Roma Capitale pagava affitti di appartamenti che a quanto pare non utilizzava.

Roma al centro di un nuovo scandalo, dopo quello che ruota attorno all'indagine su Mafia Capitale. In una nota, infatti, viene riferito che "il Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza di Roma ha eseguito un'operazione di polizia giudiziaria disposta dalla Procura della Repubblica capitolina nel settore degli appalti pubblici e di contrasto alle frodi fiscali". "In tale ambito, - proseguono i finanzieri - è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare personale emessa dal Gip di Roma nei confronti di 6 soggetti - (tutti in stato di arresto, eccezion fatta per un soggetto recentemente deceduto), tra i quali un alto dirigente in servizio alla Sovrintendenza dei beni culturali di Roma Capitale che avrebbe favorito l'imprenditore romano A. F. nell'iter procedurale per l'aggiudicazione di gare pubbliche". La Gdf precisa quindi che "tra le gare 'truccate' scoperte dalla Finanza, vi è quella relativa al restauro dell'aula Giulio Cesare del palazzo Senatorio, aula ove si riunisce il consiglio comunale della Capitale, che è stata affidata a trattativa privata al citato imprenditore, risultato coinvolto anche nell'inchiesta 'Mafia Capitale' ". Si specifica quindi dagli accertamenti eseguiti nell'ambito dell'operazione ribattezzata 'Domus publica' "è emerso come l'imprenditore arrestato fosse più che sicuro dell'aggiudicazione della gara, avendo stipulato contratti ed effettuato pagamenti in acconto ai subappaltatori alcuni giorni prima dell'apertura delle buste contenenti le offerte. In sostanza, il pactum sceleris ha fatto sì che fossero invitate alla procedura di gara esclusivamente società riconducibili allo stesso soggetto economico. - anche perché - La rete di conoscenze che l'imprenditore vanta all'interno degli uffici di Roma Capitale è risultata alquanto estesa e ramificata poiché lo stesso, tramite sue società, controllate da società lussemburghesi, ha concesso in locazione al Comune due strutture residenziali in zona Ardeatina per la gestione delle emergenze abitative della Capitale". Nonostante "il Comune di Roma ha pagato per diversi anni canoni di locazione particolarmente elevati, pari a circa 2.250 euro al mese, per ogni mini appartamento" la Guardia di Finanza sottolinea che "si è anche accertato che alcune unità immobiliari, anziché essere destinate alle emergenze abitative, così come previsto nel contratto di locazione, sono state utilizzate dall'imprenditore per fini propri". I finanzieri chiariscono che "le indagini hanno consentito di ricostruire una imponente evasione fiscale, per oltre 11 milioni di euro, attuata dall'imprenditore e dai suoi collaboratori, attraverso un gruppo di società residenti, controllate da imprese estere con sede in Lussemburgo". Allo stato delle indagini sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria 20 soggetti, nonché, in riferimento al reato di truffa per la percezione di indebiti canoni di locazione, sono state segnalate 3 società per la responsabilità amministrativa dipendente da reato. I reati contestati sono quelli dell'associazione a delinquere, truffa aggravata e continuata in danno del Comune di Roma, falso, turbativa d'asta, emissione e utilizzo di fatture false, indebite compensazioni d'imposta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte con l'aggravante del reato transnazionale, commesso in Roma, Lussemburgo e altrove.

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