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Carnevale 2014, Roma: GdF sequestra maschere pericolose per la salute

I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno portato al termine l'operazione Carnevale sicuro scoprendo oltre 2 milioni di maschere, trucchi e giocattoli, tutti privi dei necessari certificati di conformità. Tra i prodotti pericolosi per la salute, maschere di Carnevale con una quantità elevata di "Cicloesanone", composto infiammabile e nocivo per inalazione, oltre che irritante per le mucose, le vie respiratorie superiori, gli occhi e della cute.

I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno portato al termine l'operazione Carnevale sicuro, scoprendo, stoccati in quattro depositi ubicati nella periferia orientale della Capitale, in via dell'Omo, oltre 2 milioni di maschere, trucchi e giocattoli, tutti privi dei necessari certificati di conformità. Come si legge in una nota dei finanzieri, "l'obiettivo era quello di invadere il Carnevale romano" con prodotti cinesi "offrendo alle tante famiglie che, in tempi di crisi, cercano di fare divertire i propri figli 'facendo quadrare i conti', prodotti non conformi agli standard di sicurezza". La Guardia di Finanza sottolinea che molti di questi prodotti per il Carnevale erano sprovvisti della relativa marchiatura "CE" mentre altri presentavano la grafica "CE" difforme da quella prescritta dalla normativa comunitaria, idonea ad ingannare il consumatore finale sul possesso dei requisiti prescritti in tema di sicurezza. I finanzieri sottolineano la pericolosità in particolare di alcuni di questi prodotti per il Carnevale, soprattutto perché alcuni di questi a contatto anche con la pelle. Per esempio, alcuni campioni della merce sequestrata sono stati inviati all'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio per l'analisi gascromatografica, che ha evidenziato la presenza, nella composizione delle maschere, di quantità elevate di "Cicloesanone", composto infiammabile e nocivo per inalazione, oltre che irritante per le mucose, le vie respiratorie superiori, gli occhi e della cute. L'operazione ha portato alla denuncia presso l'Autorità Giudiziaria di Roma di quattro persone di nazionalità cinese, tutti amministratori legali delle società cui sono riconducibili i depositi.

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