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Grisha Perelman il genio anarchico della matematica

"Grisha" è un matematico schivo e soprattutto è reo di non aver accettato un premio da un milione di dollari. Ma il fatto è che Grisha Perelman è un anarchico della matematica: non riconosce l'autorità della "matematica organizzata" che lui definisce "ingiusta" e in qualche caso fatta da "incompetenti".

Non assomiglia al giovane matematico Charlie Eppes di Numbers né al suo "compare" cosmologo più anziano nel telefilm prodotto da Ridley e Tony Scott. Proprio per questo motivo e per un look personale, in Italia è sempre stato conosciuto come "il genio barbone", il "matematico barbone" perché non è sicuramente seguace del glamour. Grigorij Jakovlevic Perelman detto "Grisha" è un matematico schivo e soprattutto è reo di non aver accettato un premio da un milione di dollari (che nell'Italia contemporanea equivale ad una stranezza che ha del fantascientifico ed equivale a follia liquida).
La notizia appare in questi giorni di nuovo sulla rete rimbalzata dal New York Times e ripresa in Italia dando di nuovo (lo si era già fatto spesso) al matematico di San Pietroburgo del "barbone" braccato dai blogger russi che tentano di fotografarlo.
Grigorij Jakovlevic Perelman (Grigorij Jakovlevic Perel'man) detto "Grisha" ha il merito storico di aver risolto nel 2002 il più importante problema insoluto della topologia del 20esimo secolo: la "congettura di Poincaré".
Sino a qui la notizia sarebbe stata solamente editata da un volontario di Wikipedia. Ma il fatto è che Grisha Perelman è un anarchico della matematica: non riconosce l'autorità della "matematica organizzata" che lui definisce "ingiusta" e in qualche caso fatta da "incompetenti".
La notizia di questi giorni quindi è su un suo nuovo gran rifiuto: per la seconda volta, e questa volta è la definitiva, rifiuta il premio che gli era stato assegnato dal Clay Mathematics Institute proprio per la soluzione della frustrante "congettura di Poincaré".
La prima volta aveva rifiutato glissando sulla premiazione, come ha spiegato James Carlson presidente del Clay Mathematics Institute, la seconda volta (il primo luglio) ha chiamato il Clay Institute per rinunciare definitivamente al premio e alla somma. "E' stato come sempre gentile e tranquillo ma fermo nella sua decisione" ha detto Carlson al NY Times.
Se tutti i matematici avessero come solo obbiettivo quello di risolvere i problemi e non la sete di danaro e successo avremmo molta free energy in più e molte bombe atomiche in meno.

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