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Trivellazioni: Repsol rinuncia a Isole Canarie. Greenpeace: danno a ecosistemi per nulla

La Repsol, multinazionale energetica spagnola, ha annunciato che non proseguirà nelle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi nelle Isole Canarie. Greenpeace commenta: "Ancora una volta si è inflitto un danno a fragili ecosistemi per nulla; e si è fatto carta straccia della volontà delle popolazioni locali". Quelli che Matteo Renzi ha già classificato come "tre, quattro comitatini".

La Repsol, multinazionale energetica spagnola, ha annunciato attraverso un comunicato che non proseguirà nelle attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi nelle Isole Canarie perché anche se i campioni "confermano l'esistenza di gas" non ci sono "i necessari requisiti di volume e di qualità che giustificherebbero una futura estrazione". Quello della Repsol era un progetto da 7,5 miliardi di dollari che avrebbe, con la trivella Rowan Renaissance, "perforato un fondale posto a 882 metri di profondità; e da lì avrebbe esplorato formazioni geologiche per ulteriori 2211 metri" come ricorda in una nota Greenpeace. Proprio l'associazione ambientalista "chiede ora che il governo spagnolo e l’azienda si assumano l'onere di verificare gli impatti delle attività sin qui realizzate" perché "le fasi di ricerca di idrocarburi possono infatti causare danni per via dell’inquinamento acustico che viene prodotto con le tecniche di prospezione geosismica per la caratterizzazione dei fondali; e attraverso le attività di perforazione vera e propria dei fondali stessi". Inoltre, Greenpeace chiede che "venga stimato anche il danno prodotto dall’inquinamento chimico e dai fanghi estratti e scaricati a mare". Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, commenta: "Questo finale inglorioso quanto provvidenziale sottrae le Isole Canarie allo spettro delle trivelle. Tuttavia ancora una volta si è inflitto un danno a fragili ecosistemi per nulla; e si è fatto carta straccia della volontà delle popolazioni locali, che nelle Isole Canarie erano largamente contrarie ai piani di Repsol". Volontà che qualche politico tra cui il premier Matteo Renzi classifica come quella di "tre, quattro comitatini", cioè i cittadini che si oppongono alle trivellazioni in Italia.

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