le notizie che fanno testo, dal 2010

Referendum 17 aprile, Greepeace: trivellare il mare inquina anche le città

"Oggi i volontari di Greenpeace sono entrati in azione in 23 città di tutta Italia per sensibilizzare l'opinione pubblica sul referendum del prossimo 17 aprile, quando gli italiani saranno chiamati a esprimersi sulle trivellazioni in mare", comunica l'organizzazione ambientalista.

"Oggi i volontari di Greenpeace sono entrati in azione in 23 città di tutta Italia per sensibilizzare l'opinione pubblica sul referendum del prossimo 17 aprile, quando gli italiani saranno chiamati a esprimersi sulle trivellazioni in mare. Oltre a informare i cittadini, i volontari di Greenpeace hanno fatto un blitz nei luoghi più iconici e famosi delle nostre città, mostrando un'immagine 'petrolizzata' e surreale del Paese per diffondere un chiaro messaggio: 'L'Italia non si trivella', come recita il titolo stesso della campagna dell'associazione ambientalista" viene scritto in una nota dell'Ong.
"Le immagini dell'Italia sporcata dal petrolio - realizzate grazie al contributo del digital artist Olmo Amato - sono una provocazione con la quale Greenpeace intende denunciare l'incompatibilità tra la nostra identità culturale e la strategia energetica del governo, ancora fondata su vecchie e inquinanti fonti fossili" prosegue l'organizzazione ambientalista.
"L'idea di mostrare un volto sfigurato dei monumenti delle nostre città serve anche a chiarire che in gioco non ci sono 'solo' il mare e le comunità costiere: la minaccia riguarda tutti gli italiani - evidenziano inoltre da Greenpeace -, anche quelli che vivono nei centri urbani lontani dalle coste. Le trivelle sono incompatibili con la bellezza del nostro Paese, che rappresenta l'unico vero petrolio dell'Italia."
«Chiediamo a ogni italiano di partecipare al referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile. È un appuntamento che riguarda il Paese nella sua interezza, non solo alcuni territori», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace. «In ballo ci sono questioni della massima importanza per tutti: il futuro del nostro sistema energetico; la scarsissima occupazione che potrebbe venire dalle trivelle contro l'enorme perdita di posti di lavoro che potrebbero subire il turismo e la pesca; le nostre finanze pubbliche, giacché ai petrolieri si continuano a garantire privilegi sconosciuti a ogni altro cittadino; la qualità dell'aria delle nostre città e la speranza di liberarci dallo smog delle automobili. Il 17 aprile possiamo scegliere che Paese vogliamo diventare: ostaggio delle lobby fossili o una comunità vitale che guarda al futuro e alle energie pulite», conclude Boraschi.
Si illustra quindi: "Greenpeace invita tutti gli italiani, il prossimo 17 aprile, a fermare le trivelle votando Sì al referendum."

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: