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Radiohead: risolto mistero dell'orso polare "sfruttato" ai concerti

Un orso polare, anzi un'orsa polare (Ursus maritimus) si aggirava ai concerti dei Radiohead. Polemiche, email di protesta e messaggi su Facebook contro Greenpeace che la "sfruttava". Ma naturalmente l'orsa Paula era sono un "costume teatrale" per "Save The Arctic".

I Radiohead salutano l'Italia dopo aver emozionato pubblico e critica con le date "recuperate" del tour italiano. Un po' meno entusiasti i commenti per un'operazione davvero ben riuscita di Greenpeace nell'ambito della campagna "Save The Arctic" che accompagnava i concerti della band dell'Oxfordshire. L'associazione ambientalista non violenta ha ricevuto difatti pesanti critiche sulla sua pagina Facebook in quanto accusata di "sfruttare" un orso polare per i suoi "nobili scopi". I Radiohead con il loro leader Thom Yorke partecipano attivamente all'iniziativa mondiale di Greenpeace "Save the Arctic" che, sostanzialmente, mira a costruire un santuario globale nell'Artico già minato dal "riscaldamento globale" e soprattutto da "perforazioni petrolifere, pesca industriale e guerra" che "minacciano la casa degli orsi polari". Afferma Thom Yorke a proposito: "Dobbiamo fermare i giganti petroliferi che vogliono insediarsi nell'Artico. Una fuoriuscita di petrolio devasterebbe questa regione la cui bellezza toglie il respiro e si sommerebbe al più grande problema che noi tutti dobbiamo affrontare, il cambiamento climatico. Ecco perché sostengo questa campagna. E ogni qualvolta volgerò lo sguardo verso nord, mi ricorderò che il mio nome è scritto nei fondali dell'oceano, in cima alla terra, come dichiarazione solenne di un impegno comune per salvare l'Artico". E così lui e i Radiohead hanno pensato di farsi accompagnare in tour da un orso polare che chiede firme per salvare l'Artico. Come si vede da uno dei tanti filmati su Youtube di questo orso scorrazzato da Greenpeace (in realtà un'orsa, dato che si chiama orsa Paula), non si tratta di un Ursus maritimus vero ma di un "pupazzo". Questo è anche intuibile per il fatto che un orso polare non starebbe a suo agio in un prato, circondato dalla gente, davanti ai cluster di un concerto rock. Eppure, in un modo che qualcuno potrebbe definire "automatico", sono scattate immediatamente le proteste sul "social" di Mark Zuckerberg tali da far diramare una precisazione a Greenpeace sull'orsa Paula. "Greenpeace vuole precisare, in seguito alle mail di protesta e ai commenti ricevuti sulla pagina Facebook, a testimonianza della sensibilità dell'opinione pubblica verso gli animali, che l'orso polare che si aggira per i concerti NON è un animale in carne ed ossa. MAI potrebbe esserlo vista la normativa che tutela gli animali in via d'estinzione e gli animali pericolosi, ma molte persone vengono ingannate dall'apparenza". L'organizzazione ambientalista sottolinea poi: "NON è neanche un robot, come è stato scritto. Se si muove in maniera così realistica è merito del costumista teatrale di Londra che lo ha progettato e dei due volontari di Greenpeace, appositamente addestrati, che si trovano all'interno del costume e che si muovono in perfetta sincronia". Simpatico quindi è il commento di un utente di Youtube, VideoQuerz che, sotto il video dell'orsa Paula commenta: "oh, io capisco che sia realistico... ma gli a nimalisti che si sono lamentati perchè pensavano che greenpeace avesse mandato un orso polare VERO al concerto dei radiohead non ce la possono fare! :D quando lo vedi lì in mezzo non lo intuisci che può essere finto??".

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