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Legno illegale, UE boccia Italia. Greenpeace: anche sanzioni non adeguate

La Commissione europea boccia l'Italia per la mancata implementazione del Regolamento Europeo del Legno (EUTR). Greenpeace fa inoltre notare come anche lo schema di decreto al vaglio delle Commissioni non preveda sanzioni adeguate per le violazioni dell'EUTR.

La Commissione europea boccia l'Italia per la mancata implementazione del Regolamento Europeo del Legno (EUTR). In una nota, Greenpeace sottolinea che a più di un anno dall'entrata in vigore dell'EUTR, e quattro dall'adozione, l'Italia resta inadempiente e rischia così di essere oggetto di una procedura di infrazione dalla Commissione proprio durante il semestre di Presidenza del Consiglio dell'UE. L'associazione ambientalista ricorda quindi come avesse già chiesto al Ministro delle Politiche Agricole di agire subito per impedire che il nostro Paese diventasse la porta di ingresso del legno illegale, il cui taglio costituisce il 50-90% delle attività forestali in aree come l'Amazzonia, l'Africa centrale e il Sudest asiatico. Greenpeace denuncia però che nonostante "le buone intenzioni" del ministro Maurizio Martina, l'Italia non ha ancora adottato le norme sulle sanzioni e i controlli, senza le quali l'EUTR, che ha l'obiettivo di bloccare il commercio di legno illegale, non può essere applicato. L'associazione in difesa dell'ambiente fa notare inoltre come comunque lo schema di decreto del Ministro, al vaglio delle Commissioni parlamentari, non preveda sanzioni adeguate per le violazioni dell'EUTR, e per questo Greenpeace esorta affinché la normativa italiana si adegui ai criteri di efficacia, proporzionalità e dissuasività previsti dal regolamento comunitario.

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