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Greenpeace: arrestati i climber della piattaforma nell'Artico

I due attivisti di Greenpeace, climber professionisti ed eroi moderni, hanno dovuto lasciare la loro postazione letteralmente "volante" a causa di una bufera artica. I due sono stati arrestati ma hanno fatto in tempo a fare una dichiarazione.

Quaranta ore appesi alla piattaforma petrolifera della Cairn Energy sono davvero tante, visto che la Stena Don, questo è il nome della piattaforma, si trova nell'Oceano Artico. Gli attivisti di Greenpeace che erano riusciti a issarsi sulla piattaforma eludendo i controlli dei militari della marina danese hanno dovuto abbandonare a causa della diminuizione repentina della temperatura e di una bufera artica. I due climber eroici, che hanno fermato la ricerca di petrolio nell'Artico per ben due giorni (Cairn Energy ha bloccato anche l'altra piattaforma gemella Stena Forth) sono stati arrestati. Uno di loro, prima di essere tratto in arresto, è riuscito a parlare con Greenpeace da un telefono satellitare. Il nome del climber è Sim McKenna e dichiara, da una nota di Greenpeace Italia: "Siamo orgogliosi di essere riusciti a fermare le perforazioni, anche se solo per due giorni. Il forte vento e il mare in tempesta sotto di noi ci costringono a scendere. Non so bene cosa succederà adesso, ma siamo pronti a tornare appena potremo per chiedere al mondo di liberarsi dalla schiavitù del petrolio. È ora che ognuno di noi chieda al proprio governo di impegnarsi seriamente nella lotta al cambiamento climatico, di vietare pericolose perforazioni in alto mare e investire in energia pulita".

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