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Greenpeace: Puma e Nike a parimerito nel "Detox". Si aspetta Adidas

Greenpeace aggiorna la classifica sulla gara al "Detox", ovvero su "chi sarà il campione di un futuro libero da sostanze tossiche". Dopo Puma, la prima azienda ad aderire, ecco arrivare il leader mondiale Nike. Manca ancora all'appello Adidas che "non deve gettare la spugna".

A metà luglio gli attivisti di Greenpeace avevano aperto uno striscione gigante con la scritta "Detox" davanti al più grande negozio al mondo Adidas a Pechino e al vicino negozio Nike. La richiesta ai giganti dell'abbigliamento sportivo mondiale era quella di eliminare gli "inquinanti tossici" dalle proprie fabbriche e dai prodotti in commercio. I fiumi cinesi, dove la maggior parte della fabbricazione degli articoli delle multinazionali dell'abbigliamento si concentra, finisce sovente nei fiumi della Cina, che pagano un pesantissimo contributo all'industrailizzazione del Paese. Scriveva Greenpeace a questo proposito: "Le industrie tessili moderne da tempo hanno cominciato a spostare i propri impianti da un Paese a un altro con l'unico obiettivo di ridurre i costi di produzione. Questo settore impiega molte sostanze chimiche pericolose durante varie fasi del processo produttivo, come tinteggiatura, lavaggio, stampa dei tessuti: la produzione tessile è considerata fra le maggiori cause dell'inquinamento delle acque cinesi". L'organizzazione ambientalista non violenta sottolineava poi: "Gli scarichi dello Youngor Textile Complex e del Well Dyeing Factory Limited presso cui abbiamo prelevato i campioni sono localizzati rispettivamente sul delta del fiume Yangzte - il fiume più lungo della Cina che fornisce acqua potabile a circa venti milioni di persone - e del fiume delle Perle. I risultati delle analisi indicano la presenza di alchilfenoli e composti perfluorurati, pericolosi perché alterano il sistema ormonale dell'uomo e agiscono anche a basse concentrazioni" (http://is.gd/6XzI1h). Ora il gigante dell'abbigliamento sportivo Nike accoglie l'invito di Greenpeace e si impegna a ridurre a zero le sostanze chimiche tossiche impiegate nella produzione "nel rispetto del principio di prevenzione e in linea con l'impegno dell'azienda nella salvaguardia di acqua e ambiente". L'impegno di Nike significa anche quello degli altri "Nike brand" quali "Cole Haan, Converse, Hurley, e Umbro". Greenpeace, che aveva lanciato la campaga "Detox" (http://is.gd/9xYCmW) per vedere quale fosse l'azienda più veloce a eliminare le sostanze tossiche dal cilco produttivo, aggiorna quindi la classifica. Puma è stata la prima ad assicurare entro il 2020 l'abolizione delle sostanze tossiche dall'intero "product lifecycle", Nike ora è entrata in partita a "parimerito" (termine ultimo 2020 anche per lei) mentre si aspetta ancora Adidas che potrebbe però, nello sprint finale, "anticipare i tempi" e vincere la sfida, come si augurano gli ambientalisti.

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