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Greenpeace: 50% energia rinnovabile? Renzi spieghi come raggiungere questo obiettivo

"In occasione dell'incontro previsto oggi a New York per firmare gli accordi sul clima presi lo scorso dicembre a Parigi - a cui saranno presenti, insieme a molti capi di stato e di governo, anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - Greenpeace ha inviato una lettera aperta al premier italiano", espone in una nota l'organizzazione pacifista.

"In occasione dell'incontro previsto oggi a New York per firmare gli accordi sul clima presi lo scorso dicembre a Parigi - a cui saranno presenti, insieme a molti capi di stato e di governo, anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - Greenpeace ha inviato una lettera aperta al premier italiano per chiedere che alle promesse di politiche più attente all'ambiente e allo sviluppo delle fonti rinnovabili seguano finalmente fatti concreti" informa in una nota l'Ong.
«Nonostante gli impegni presi a livello internazionale, una volta rientrato in Italia Renzi ha sempre smentito se stesso, perseverando in politiche tutt'altro che attente ai cambiamenti climatici», dichiara Luca Iacoboni, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Oltre alla posizione di retroguardia che il governo ha assunto rispetto al referendum sulle trivelle, negli ultimi anni lo sviluppo delle rinnovabili in Italia è stato frenato da provvedimenti che hanno messo in ginocchio il settore».
"Greenpeace tuttavia apprezza le aperture arrivate negli ultimi giorni dal Presidente del Consiglio - osservano quindi dall'organizzazione pacifista -, che ieri ha ribadito l'intenzione di voler portare al 50 per cento la quota di energia da fonti rinnovabili entro la fine della legislatura."
«Siamo pronti al confronto per capire come il governo intenda raggiungere questo obiettivo, e per questo abbiamo scritto al Presidente del Consiglio sollecitando un confronto sugli scenari energetici che ci permettano di liberarci progressivamente dalla dipendenza dai combustibili fossili e accelerare la transizione già in corso verso le fonti rinnovabili», continua Iacoboni. «Finora infatti i provvedimenti assunti dal suo esecutivo in materia di energia sono andati esattamente nella direzione opposta».
Viene concluso: "Secondo Greenpeace l'Italia non può perdere il treno della rivoluzione energetica che, a livello globale, sta già dando frutti incoraggianti. Nel 2015, infatti, secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia, il 90 per cento della nuova generazione di energia è venuta dalle rinnovabili, mentre i consumi di carbone in Cina continuano a diminuire. Inoltre, le emissioni di CO2 a livello mondiale sono rimaste costanti per il secondo anno consecutivo. Greenpeace ritiene che ora occorra accelerare questa fase di transizione affinché le emissioni inizino a diminuire rapidamente, raggiungendo l'obiettivo di zero emissioni nette entro la metà del secolo."

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