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Greenpeace: 44% centrali nucleari in UE obsolete. Sempre più rischi in futuro

Nel rapporto "L'estensione della durata di vita delle vecchie centrali nucleari: inizio di una nuova era di rischio", Greenpeace evidenzia che il 44% delle centrali nucleari presenti nel Vecchio Continente hanno oltre trent'anni. Senza investire nelle fonti rinnovabili, si aprirà quindi "una nuova e pericolosa era a rischio di incidenti nucleari in tutta Europa".

Gli attivisti di Greenpeace sono oggi tornati nuovamente in azione "per chiedere ai governi UE di non investire più su reattori nucleari ormai vecchi e pericolosi e puntare su fonti di energia pulite e sicure come le rinnovabili". In contemporanea in tutta Europa (Belgio, Svizzera, Svezia, Francia, Spagna e Paesi Bassi), 240 attivisti di Greenpeace hanno preso infatti parte alle proteste per evidenziare i rischi dell'invecchiamento degli impianti nucleari in Europa. Per denunciare i rischi delle centrali nucleari obsolete Greenpeace ha pubblicato il rapporto "Lifetime extension of ageing nuclear power plants: Entering a new era of risk" (L'estensione della durata di vita delle vecchie centrali nucleari: inizio di una nuova era di rischio), da cui emerge che su 151 reattori nucleari operativi in Europa (esclusa la Russia), 67 hanno più di trent'anni, 25 più di trentacinque e 7 di loro oltre quarant'anni. L'analisi di Greenpeace dimostra quindi che il 44% delle centrali nucleari presenti nel Vecchio Continente hanno oltre trent'anni, quando di norma il ciclo di vita di un reattore è di trenta-quarant'anni. Greenpeace sottolinea quindi che si aprirà "una nuova e pericolosa era a rischio di incidenti nucleari in tutta Europa" se i governi dell'UE, invece di puntare su fonti rinnovabili continueranno ad investire in queste centrali atomiche. Greenpeace invita quindi i leader che fine marzo si riuniranno a Bruxelles per decidere della politica energetica comunitaria da qui al 2030 "a puntare in modo deciso sullo sviluppo di energie sicure e pulite, fissando target vincolanti e ambiziosi" come quello del 45 per cento di rinnovabili auspicato dall'associazione ambientalista.

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