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Fukushima: Greenpeace raccomanda evacuazione di donne e bambini

Ad Iitate, un villaggio a 40 Km dalla centrale nucleare in crisi di Fukushima i livelli di radiazioni sono pericolosi. Greenpeace denuncia il fatto e anche l'AIEA ora prende posizione. Ma per il governo giapponese "non c'è necessità immediata di evacuare". Va tutto bene.

Greenpeace ritorna per una breve pausa dal Giappone portando con sé i dati da analizzare in modo approfondito. L'organizzazione ambientalista non violenta ha deciso che aumenterà la sua azione di monitoraggio delle zone intorno a Fukushima e ha chiesto al Giappone di mettere "in sicurezza" le popolazioni che vivono oltre il raggio "di evacuazione" deciso dal governo nipponico attorno ai reattori in crisi. Preoccupano soprattutto dei villaggi come quello di Iitate, 40 chilometri a nord-ovest dalla centrale nucleare di Fukushima/Daiichi e 20 chilometri oltre la zona di evacuazione ufficiale. Greenpeace nella conferenza tenuta a Tokyo con l'esperto in radioprotezione Jan van de Putte afferma: "Mentre le nostre prime misurazioni confermano i dati delle autorità giapponesi, le stesse autorità non riescono a proteggere adeguatamente la popolazione e non forniscono sufficienti informazioni". Per Greenpeace oltre che un rispetto della propria "mission" sociale l'informazione è anche una questione morale "E' nostro obbligo morale comunicare adesso i nostri risultati. La maggior parte delle persone vive ancora in aree contaminate come Iitate, dove bastano pochi giorni per essere esposti alla dose massima di radiazione consentita in un anno - continua Jan van de Putte. - Il Governo deve agire immediatamente per evacuare le zone più contaminate, a cominciare dai bambini e dalle donne in stato di gravidanza. Questa settimana torneremo nella zona di Fukushima per continuare a testimoniare la reale situazione e per fornire alla popolazione un'analisi indipendente sugli impatti dell'incidente nucleare". Anche l'AIEA (Agenzia internazionale per l'energia nucleare) ha trovato ad Iitate radiazioni oltre i limiti di guardia e ha chiesto al Giappone di decidere sull'evacuazione. Ma l'Agenzia per la sicurezza nucleare del Giappone sottolinea che "non c'è necessità immediata di evacuare la popolazione" del villaggio perché è stato ordinato alle persone di stare in casa e, anche se uscissero per 8 ore assorbirebbero "solo" 25 millisievert che equivarrebbe a circa la metà della soglia "che richiede l'evacuazione secondo gli standard della Commissione nucleare del Giappone". Parole per molti davvero incredibili che ricordano le giustificazioni "ingiustificabili" di alcuni politici italiani. Difatti se in casa fossero aperte le finestre, paradossalmente, la città sarebbe da evacuare, fanno notare gli esperti indipendenti.

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