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Fukushima Greenpeace: la notizia del plutonio è "agghiacciante"

Le ultime notizie da Fukushima fanno pensare che l'"apocalisse nucleare" (così la definisce Gunther Oettinger, commissario europeo per l'energia) sia iniziata da tempo ma, a dispetto della sua etimologia greca, non sia stata "rivelata". Ora però ci pensa Greenpeace.

Greenpeace è in prima linea per monitorare le radiazioni e il vero stato di salute dei reattori nipponici "in crisi" visto che sino ad ora le informazioni fornite da Tepco (Tokyo Electric Power Company, la proprietaria delle centrali nucleari), e dal Governo giapponese sono almeno "carenti" per usare un eufemismo. Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia afferma: "La notizia del ritrovamento di Plutonio rilasciato dalla centrale di Fukushima è agghiacciante. Il plutonio è una sostanza tossica oltre che radioattiva che se inalata o ingerita può danneggiare gravemente gli organi interni, in particolare lo scheletro, i polmoni e il fegato". La provenienza del plutonio rintracciata attorno agli impianti dovrebbe riguardare la rottura del "vessel" del reattore di Fukushima I-3, quello alimentato con la terrificante miscela MOX (Mixed Oxide Fuel) composta da uranio e plutonio (http://is.gd/MuCiRP). Ma l'apocalisse nucleare di Fukushima sembra sia sottovalutata dal governo giapponese che non ritiene necessaria l'evacuazione della popolazione su un raggio maggiore dei 20 chilometri. Questo è un fatto gravissimo che potrebbe portare alla contaminazione di migliaia di persone che, ogni giorno, continuano ad assorbire radiazioni e a "incorporare" minuscole particelle radioattive che "dall'interno" continueranno ad irradiare. Per questo è interessante ascoltare Giuseppe Onufrio (che è anche fisico radioprotezionista) che spiega: "Il governo del Giappone ha accusato Greenpeace di fornire dati non accurati sulla contaminazione delle aree attorno a Fukushima, ma purtroppo i nostri dati (da 7 a 10 microSivert/ora a 40 km dalla centrale) non fanno che confermare quelli del Governo della Prefettura di Fukushima". Difatti, sintetizza l'organizzazione amnientalista nonviolenta "L'unica differenza tra Greenpeace e il governo del Giappone è sul livello di protezione da garantire a chi vive in aree dove in pochi giorni si supera la soglia (1000 microSievert) massima di radiazioni tollerabili in un anno, considerando la sola esposizione esterna alle radiazioni e non considerando quelle delle particelle che che vengono inalate o ingerte. Inoltre, la squadra di radioprotezione di Greenpeace ha potuto verificare che solo una piccola proporzione degli abitanti dell'area si è allontanata, mentre gli altri continuano a restare in una zona pericolosa, soprattutto per bambini e donne in gravidanza".

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