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Varoufakis rischia processo per tradimento per rivelazioni su sistema bancario parallelo

L'ex ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis rischia di venir processato per tradimento dopo aver rivelato di aver ideato un sistema bancario parallelo per passare dall'euro alla dracma in un click.

L'ex ministro greco delle Finanze Yanis Varoufakis rischia di venir processato per tradimento. Come riporta il giornale Ekathimerini, Apostolos Gletsos, sindaco di Stylida e a capo del partito Teleia, ha depositato un denuncia contro Varoufakis accusando l'ex ministro di aver esposto lo Stato greco al rischio di rappresaglie. Panayiotis Giannopoulos, un avvocato, ha invece citato in giudizio Varoufakis per tradimento in merito alla gestione dei colloqui portati avanti con i creditori della Grecia. Pochi giorni fa, infatti, Varoufakis ha rivelato di aver messo in piedi presso il Ministero delle Finanze greco un proprio hacking team con l'obiettivo di creare un sistema bancario parallelo per passare dall'euro alla dracma in un click. Il procuratore della Corte Suprema Efterpi Koutzamani ha quindi inviato richiesta al Parlamento greco per poter procedere contro Varoufakis, visto che in Grecia i parlamentari sono ancora coperti dall'immunità. Inoltre, un ulteriore gruppo di avvocati sta valuntando la possibilità di denunciare Varoufakis e le persone che hanno lavorato con l'ex ministro per violazione della privacy. Il sistema ideato da Varoufakis era infatti quello di entrare nella banca dati dell'Agenzia delle Entrate greca e sostituire, al momento opportuno, il software che gestisce i dati dei contribuenti. Stratagemma che si era reso necessario perché il software dell'Agenzia delle Entrate della Grecia sarebbe interamente controllato dalla Troika, così come quello della Gran Bretagna, come afferma lo stesso Varoufakis. Notizia che non sembra aver destato alcun scalpore in Italia, anche se c'è chi spera che qualche parlamentare ponga una interrogazione per capire se anche il software dell'Agenzia delle Entrate dell'Italia sia in mano alla Troika. Il portavoce della Commissione europea Mina Andreeva ha comunque descritto come "false e infondate" le affermazioni di Varoufakis sul fatto che il Segretariato generale per la Entrate Pubbliche della Grecia sia controllato dai creditori del paese, cioè UE, FMI e BCE. Nei prossimi giorni si capirà se il Parlamento greco toglierà l'immunità a Varoufakis oppure se aprirà una propria commissione d'inchiesta in merito alla vicenda, visto che l'ex ministro delle Finanze ha sostenunto inoltre che sarebbe stato il premier Alexis Tsipras a spingere all'elaborazione di un sistema di pagamento che da una parte poteva operare in euro ma che poteva essere facilmente convertito in dracme. Questo, però, prima delle elezioni, della vittoria di Syriza e della firma dell'accordo che ha resuscitato la Troika.

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