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Tsipras: dirò no ad un cattivo accordo. Banca Grecia: rischio uscita dall'euro

La banca centrale greca ha avvertito che senza un accordo tra il governo greco ed i suoi creditori internazionali Atene uscirà fuori dall'euro. Nonostante questo, Alexis Tsipra precisa che dirà "no" ad un cattivo accordo che rischierebbe di perseguire una "politica catastrofica per il popolo greco".

La banca centrale greca ha avvertito che se il governo ellenico ed i suoi creditori internazionali non riusciranno a raggiungere un accordo sulla rinegoziazione del debito Atene inizierà una "corsa dolorosa" verso il default e l'uscita dalla zona euro. Inooltre, la banca centrale ha avvertito che la Grecia rischia di rimpiombare in una pesante recessione, tanto che il rallentamento economico potrebbe aggravarsi nel secondo trimestre di quest'anno. Inoltre, la crisi greca ha causato una perdita di depositi pari a circa 30 miliardi di euro tra ottobre 2014 e aprile 2015. La Grecia deve rimborsare entro la fine di giugno al "criminale" Fondo Monetario Internazionale, come l'ha definito il premier Alexis Tsipras, una somma pari a un miliardo e 600milioni di euro. Le distanze tra le due parti, però, appaiono ancora incolmabili. Dopo l'incontro con il cancelliere austriaco Werner Faymann, il premier greco Tsipras ha infatti anticipato che il governo a guida Syriza è pronto a dire un "grande no" a un cattivo accordo. Tsipras infatti precisa: "Se si raggiungerà un compromesso onorevole il governo assumerà su di sé il pesante fardello politico di portare a termine l'accordo. Ma se non ci sarà tale compromesso, il governo si prenderà la responsabilità di dire un grande 'no' al proseguimento di una politica catastrofica per il popolo greco". Tsipras ha quindi annunciato di aver presentato ai partner europei una proposta completa che garantirebbe gli obiettivi di bilancio per quest'anno e che genererebbe un fatturato di circa l'1% del PIL. Intanto, la vicepresidente della Commissione europea Valdis Ntomprovskis e il commissario europeo per l'economia Pierre Moskovisi continuano a difendere le proposte della UE per risolvere la questione greca, affermando che tocca ad Atene proporre nuove soluzioni sostenibili. Moskovisi ha inoltre sottolineato che in merito alle misure di austerità che l'UE chiede alla Grecia in cambio di una rinegoziazione del debito, quali l'aumento dell'IVA sui farmaci e sull'energia elettrica e un ulteriore taglio delle pensioni, la discussione rimane aperta per evitare che questi provvedimenti non vadano a colpire la fascia più debola dei greci. Moskovisi consiglia quindi "calma" e "volontà politica" per arrivare ad un accordo, visto che la scadenza per il pagamento del debito è il 30 giugno.

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