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Samaras: Grecia sceglie di rimanere legata all'euro. Mani e piedi?

La Grecia alla fine ha scelto di rimanere nell'euro, anche se ad una buona percentuale di elettori il ritorno alla dracma è sembrata una buona idea. Il leader di Nea Dimokratia spiega: "I greci hanno scelto di rimanere legati all'Europa".

Alla fine la Grecia ha scelto l'euro, nonostante una buona fetta di popolazione non è sembrata affatto dispiaciuta nel pensare di ritornare presto alla cara e vecchia dracma.
La vittoria dei conservatori di Nea Dimokratia, che a scrutini ultimati ha ottenuto il 29,7 per cento dei voti, allontana un po' di paura negli investitori ma anche al vertice dell'Europa, che già temeva un effetto domino se la Grecia avesse scelto di uscire dall'unione monetaria.
Il leader di Nea Dimokratia, Antonis Samaras, ha ricevuto quindi l'incarico dal presidente Karolos Papoulias di formare un nuovo governo, ma anche questa volta non sarà facile stilare accordi solidi.
La sinitra radicale di Syriza ottiene il 27% dei voti, mentre Pasok si ferma al 12,3%.
Il sistema elettorale greco dà un bonus di 50 seggi al partito vincitore e quindi l'alleanza tra conservatori (129 deputati) e i socialisti (33) creerà comunque una maggioranza di 162 seggi sui 300 del Parlamento, che comunque dovrà pur sempre fare i conti con le posizioni di Syriza.
Con questo risultato la Grecia "rimarrà ancorato all'euro" rassicura subito dopo l'annuncio della vittoria il leader di Nd Antonis Samaras in conferenza stampa, aggiungendo: "I greci hanno scelto di rimanere legati all'Europa". Mani e piedi, potrebbe però forse aggiungere qualcuno.
"Chiedo a tutti i partiti che hanno lo stesso obiettivo a tenere la Grecia in Europa - continua Samaras - di unirsi per formare un governo solido, per superare la crisi".
Il leader di Nea Dimokratia assicura anche che la Grecia rispetterà le sue "firme e gli impegni presi per far uscire il Paese dalla crisi", anche se promette che alcuni punti concordati in precedenza con l'UE dovranno essere rivisti.
Molto soddisfatti per l'esito delle urne, naturalmente, sia l'Europa che gli Stati Uniti, che auspicano ora una accelerazione nel formare il governo. Intanto, l'euro volava ai suoi massimi da tre anni.

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