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Referendum Grecia, dopo il "no" Varoufakis si dimette: Eurogruppo non mi vuole

I greci hanno detto "no" al piano di salvataggio propoto dalla Troika (UE, FMI, BCE). Alexis Tsipras ribadisce che la Grecia intende rimanere nella zona euro ma l'obiettivo è chiudere un accordo che porti ad una "ristrutturazione del debito, una riduzione dell'austerità, una ridistribuzione a favore dei non abbienti, con vere riforme" come afferma Yanis Varoufakis che si dimette da ministro delle Finanze su pressione dell'Eurogruppo.

I greci hanno detto "no" al piano di salvataggio propoto dalla Troika (UE, FMI, BCE). Nel referendum in Grecia del 5 luglio 2015 il 61,3% del popolo ellenico ha infatti bocciato la politica di austerità imposta in questi anni dall'Unione europea, che si è piegata ai creditori internazionali. Il voto ha inoltre dato maggior forza al premier greco Alexis Tsipras mentre ha portato alle dimissioni leader Antonis Samaras, ex premier e leader del partito liberalconservatore Nuova Democrazia. Dopo i risultati del referendum, Tsipras ha chiarito che ciò che conta è quello di forgiare l'unità e proseguire con i negoziati, ribadendo che la Grecia intende rimanere nella zona euro. Prokopis Paulopoulos, Presidente della Repubbllica greco, ha a sua volta precisato che il messaggio del referendum è chiaro e non può essere travisato dai partner europei perché "la Grecia è stata e rimarrà un membro integrante dell'UE e della zona euro. - affermando - Nessuno può interpretare in maniera diversa il verdetto popolare che autorizza il governo a chiudere un accordo".

I falchi tedeschi, però, hanno già rilasciato diverse dichiarazioni aggressive, lasciando intendere invece che il risultato del referendum in Grecia causerà l'uscita dall'euro del Paese ellenico. A quanto pare, per cercare di arrivare ad un compromesso, il governo a guida Syriza avrebbe chiesto le dimissioni di Yanis Varoufakis, come lui stesso riporta questa mattina sul suo blog dove scrive: "Il referendum del 5 luglio rimarrà nella storia come un momento unico in cui una piccola nazione europea si è sollevata contro il debito-bondage". Varoufakis chiarisce quindi che l'obiettivo della Grecia è una "ristrutturazione del debito, una riduzione dell'austerità, una ridistribuzione a favore dei non abbienti, con vere riforme". Yanis Varoufakis quindi annuncia: "Subito dopo i risultati del referendum, mi è stato riferito che alcuni partecipanti dell'Eurogruppo, e 'partner' assortiti, avrebbero 'preferito' la mia 'assenza' alle riunioni, un'idea che il primo ministro ha giudicato potenzialmente utile per trovare un accordo. Per questo lascio il Ministero delle Finanze".

Varoufakis precisa: "Considero mio dovere di aiutare l'exploit di Alexis Tsipras, come meglio crede, è il capitale che il popolo greco ci ha concesso attraverso il referendum. E porterò con orgoglio il disgusto dei creditori. - aggiungendo - Noi della sinistra sappiamo come agire collettivamente senza alcuna cura per i privilegi di ufficio. Sosterrò pienamente il primo ministro Tsipras, il nuovo ministro delle Finanze, e il nostro governo. Lo sforzo sovrumano per onorare le persone coraggiose della Grecia, e la famosa OXI che ha sollevato i democratici di tutto il mondo, è solo all'inizio".

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