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Grecia: per ex presidente FED uscita dall'euro "è solo questione di tempo"

La Grecia avverte che a giugno non restituità il debito da 1,6 miliardi di euro contratto con il Fondo Monetario Internazionale, il che equivale ad una dichiarazione di default. Il governo Syriza chiede a BCE, FMI e UE di trovare un accordo ma l'ex presidente della Federal Reserve è convinto del fatto che l'uscita della Grecia dall'euro "è ormai solo una questione di tempo".

La Grecia avverte che non ha i soldi per pagare il debito da 1,6 miliardi di euro contratto con il Fondo Monetario Internazionale, e la scadenza del pagamento è a giugno. La Grecia rischia quindi il default, chiarendo infatti che non ha abbastanza soldi in cassa per restituire il prestito di salvataggio e pagare gli stipendi e le pensioni, che per il governo di Alexis Tsipras hanno la priorità. Ad annunciare l'imminente collasso finanziario della Grecia è ministro degli Interni Nikos Voutsis nel corso di una intervista a Mega TV, spiegando che Atene ha bisogno di trovare un accordo con i suoi partner europei entro le prossime due settimane. In caso contrario, la Grecia andrà in default perché, chiarisce Voutsis, "non sarà rimborsato il debito con il FMI" che fa parte del ben più ampio pacchetto di salvataggio pari a 240 miliardi di euro. Il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, avverte quindi che l'intero progetto dell'euro sarà compromesso se non si troverà un accordo accettabile per la Grecia. Varoufakis spiega infatti che il governo Syriza ha "fatto enormi passi in avanti per raggiungere un accordo" e che ora spetta alla Banca centrale europea, al Fondo monetario internazionale e all'Unione europea fare la loro parte affinché "ci si incontri ad un quarto del cammino".

La linea di Syriza sembra sostenuta dal popolo greco che resta favorevole alla dura posizione negoziale del governo, come rivela un sondaggio pubblicato di domenica sul giornale filogovernativo Avgi, ma temono un ritorno della dracma. Durante una riunione del Comitato centrale di Syriza, Alexis Tsipras ha assicurato che la Grecia è incamminata verso "il tratto finale dei negoziati" ma ha precisato che non avrebbe accettato nessun accordo sulla base di "richieste irragionevoli" da parte dei creditori, quali l'aumento dell'IVA al 23%, una ulteriore liberalizzazione del mercato del lavoro e una modifica al sistema pensionistico. Panagiotis Lafazanis, leader di Left Platform (Piattaforma di Sinistra) insiste invece che una uscita dall'euro della Grecia sarebbe "gestibile" precisando che "un ritorno alla moneta nazionale non sarebbe catastrofico", invitando il governo ad iniziare a preparare i greci alla possibilità di una "soluzione alternativa" per scongiurare l'imposizione di nuove misure di austerità e di privatizzazione. Intanto, nel corso del fine settimana, Alan Greenspan, l'ex presidente della Federal Reserve, sostiene che l'uscita della Grecia dall'euro "è ormai solo una questione di tempo".

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