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Grecia: a giugno nuove elezioni. Uscita dall'euro più vicina?

Non è stato possibile formare alcun governo di coalizione e così la Grecia deve tornare alle urne, il 17 giugno. Syriza vola nei sondaggi, e i mercati temono una prossima uscita di Atene dall'euro.

Non c'è stato nulla da fare, alla fine i quattro partiti di maggioranza (nessuno dei quali supera il 20% delle preferenze) non sono riusciti a formare un nuovo governo, e così la Grecia si appresta ad andare nuovamente alle urne, il 10 o più probabilmente il 17 giugno.
Se il partito di estrema sinitra Syriza, nelle scorse elezioni, ha ottenuto poco più del 16% dei voti (crescendo però di oltre 12 punti percentuale), a giugno "rischia" di ottenere, stando agli ultimi sondaggi, oltre il 25%, e ciò potrebbe voler dire che il suo leader, Alexis Tsipras, sarà quindi incaricato dal presidente Carolos Papoulias di cercare di formare finalmente un nuovo governo.
Ma il programma di Syriza è chiaro: l'austerity imposta dall'UE non è più accettabile per i greci, e così Alexis Tsipras, nel rifiutare di entrare in una coalizione con i partiti "pro-euro" che finora si sono sempre alternati al governo (Dimokratia e Pasok) ha inviato delle lettere al presidente della BCE, Mario Draghi, e al presidente della Unione europea, Herman Van Rompuy, per anticipargli il fatto che gli "accordi presi dal precedente governo sull'austerity non sono più validi".
Con Syriza al governo, anche se difficilmente riuscirà ad ottenere la maggioranza assoluta, la Grecia potrebbe cominciare quindi a pensare di uscire davvero dall'euro per tornare alla dracma, una prospettiva che spaventa i mercati ma anche il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Junckerm, che annuncia che verrà fatto "tutto il possibile perché ciò accada". Chi invece guarda ad una "uscita ordinata" di Atene dall'euro è il presidente del FMI (Fondo Monetario Internazionale) Christine Lagarde.

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