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Grecia: Papandreou si dimette e chiede governo di unità nazionale

George Papandreou continua con i colpi di scena. Dopo aver annunciato, e poi ritirato, il referendum sugli aiuti da parte dell'UE, il premier socialista della Grecia annuncia di volersi dimettere per creare un governo di unità nazionale.

"Andremo avanti anche senza la Grecia" aveva sostenuto seccamente la cancelliera tedesca Angela Merkel dopo il vertice di mercoledì scorso con George Papandreou, che aveva annunciato di indire un referendum sull'approvazione o meno degli aiuti da parte dell'UE. Una presa di posizione che lasciava intendere come i tedeschi, in questo caso, non si sarebbero fatti trascinare a fondo a causa di scelte azzardate da parte della Grecia. E infatti, poco dopo Papandreou fa sapere di averci ripensato riguardo al referendum, che non ci sarà più. Come a breve non ci sarà più il governo guidato dal premier socialista, visto che è intenzionato a dimettersi per creare, con l'opposizione, un governo di unità nazionale. Nella mattinata del 5 novembre, infatti, Papandreou si è recato dal Capo di Stato Karolos Papoulias, a cui ha chiesto di aprire nuove consultazione visto che nei prossimi mesi il governo sarà retto da un nuovo esecutivo. "Farò tutto ciò che è in mio potere per la formazione di un governo di ampia collaborazione - avrebbe affermato Papandreou - La mancanza di un consenso rischierebbe di preoccupare i nostri partner europei circa la nostra volontà di restare nell'euro". A guidare il nuovo governo dovrebbe essere Stavros Dimas, ex commissario dell'UE, ma l'ultima parola spetta alle opposizioni, che devono concordare o meno sulla scelta. Il conservatore Samaras chiede inoltre ancora oggi elezioni anticipate, e domenica verrà ricevuto da Papoulias, che dovrà capire se ci sono le basi per procedere ad un governo di unità nazionale.

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