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Germania gela la Grecia. Ma Tsipras viene invitato a Mosca da Putin

L'Europa parla tanto di unità ma non sembra voler soccorrere uno dei suoi membri, quello in difficoltà maggiore. Prima la BCE poi la Germania gelano la Grecia perché le misure del nuovo governo ellenico a guida Syriza "non vanno nella direzione giusta". E mentre l'UE sembra chiudere la porta in faccia alla Grecia, all'orizzonte Atene vede già un possibile nuovo alleato: la Russia.

L'Europa non vuole riununciare alla sua unità ma allo stesso tempo non sembra voler soccorrere uno dei suoi membri, quello in difficoltà maggiore. Il tour europeo di Alexis Tsipras, neo premier greco e leader di Syriza, e del suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha fatto tappa ieri a Francoforte e oggi a Berlino. In entrambe le città, i due politici ellenici non hanno trovato una buona accoglienza, tanto che dopo l'incontro tra Yanis Varoufakis e Mario Draghi la BCE ha reso noto, attraverso un comunicato diffuso nelle tarda serata di ieri, di aver sospeso il finanziamento alle banche greche, revocando loro la possibilità di consegnare in garanzia titoli del debito pubblico di Atene in cambio di liquidità. Come sottolinea Alessandro Merli de Il Sole24Ore, "la decisione della BCE aumenta la pressione su Atene perché negozi una nuova intesa con i partner europei, dato che a questo punto l’unico modo per le banche greche di ottenere liquidità è attraverso lo sportello di emergenza (Ela) della Banca centrale nazionale, e anche questo strumento può essere revocato dalla BCE con una maggioranza di due terzi. In questo caso, la Grecia potrebbe vedersi costretta all'uscita dall'euro". La decisione adottata dalla Banca centrale europea, una delle tre teste di Troika, è maturata dalla volontà del nuovo governo greco a guida Syriza di non voler né rinnovare il programma economico (che scade il 28 febbraio) né adottare alcune misure legate al risanamento dei conti e alle riforme economiche sottoscritte in cambio degli aiuti.

A frenare la Grecia oggi è invece la Germania. Il ministro per le Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, dopo aver parlato con Varoufakis, chiarisce tutto con una battuta: "Siamo stati d’accordo sul fatto che non siamo d’accordo". In realtà, Varoufakis contraddice Schaeuble precisando: "Non siamo neanche d'accordo sul fatto di essere in disaccordo". Secondo il "falco" del rigore europeo, comunque, le misure annunciate dal nuovo governo ellenico "non vanno nella direzione giusta". Di ritorno in Patria, Alexis Tsipras ha però puntualizzato: "La Grecia non può essere ricattata perché la democrazia in Europa non può essere ricattata". In particolare dalla Troika (BCE, UE, FMI), tanto che Tsipras avverte: "La Grecia non prenderà più ordini, in particolare quelli tramite e-mail". Varoufakis ribadisce che la crisi non è solo greca ma "di sistema" e che per uscirne è necessario "pensare come europei", evidenziando che la Grecia equivale "ai canarini nelle miniere" cioè "la parte più debole che moriva per prima ma non era responsabile dei gas velenosi". L'Europa però sembra pronta ha chiudere la porta in faccia alla Grecia. All'orizzonte, però, Atene vede già un possibile nuovo alleato: la Russia. Vladimir Putin nel corso di una telefonata con il leader greco ha infatti invitato Alexis Tsipras a Mosca il 9 maggio per discutere come rafforzare tra i due Paesi la cooperazione nel settore dell'energia e nell'economia.

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