le notizie che fanno testo, dal 2010

Crisi greca, Fed New York: uscita da euro? E' pericoloso precedente

Dopo che Alexis Tsipras ha indetto un referendum affinché sia il popolo ellenico ha decidere se accettare o meno le clausole inserite dalla Troika nel piano di salvataggio, la Banca centrale europea (BCE) ha deciso che non avrebbe ampliato i fondi di emergenza per le banche greche. Tsipras ha quindi chiuso banche e Borsa. Barack Obama invita l'UE ha trovare un compromesso anche perché l'uscita della Grecia dalla zona euro sarebbe "un pericoloso precedente" come avverte William Dudley, presidente della Federal Reserve Bank di New York.

Dopo che Alexis Tsipras ha indetto un referendum affinché sia il popolo ellenico ha decidere se accettare o meno le clausole inserite dalla Troika nel piano di salvataggio, la Banca centrale europea (BCE) ha deciso che non avrebbe ampliato i fondi di emergenza per le banche greche, quelli che finora hanno consentito alla Grecia di mantenere il sistema bancario a galla. L'Eurogruppo, infatti, non ha voluto estendere il piano di salvataggio oltre la data del 30 giugno, innescando timori di un default della Grecia visto che quel giorno scadrà la rata del prestito contratto con il Fondo Monetario Internazionale. Tsipras, a quel punto, parlando alla Nazione ha dovuto annunciare che le banche della Grecia rimarranno chiuse fino al 6 luglio, e che dagli sportelli bancomat potranno essere ritirati al massimo 60 euro al giorno. Saranno inoltre vietati i bonifici esteri. Per evitare speculazioni, il premier greco ha inoltre chiuso il mercato azionario interno.

Alexis Tsipras ha invitato i greci a rimanere "calmi" ed ha assicurato che i loro risparmi "rimangono assolutamente al sicuro". "Più calmi saremo, tanto prima potremo superare questa situazione" sottolinea il leader di Syriza. Dallo venerdì 26 maggio, quando si era cominciato a capire che la trattativa tra UE e Grecia poteva non andare a buon fine, dagli istituti di credito greci sono stati ritirati attono agli 1,3 miliardi di euro, come riferisce Stavros Koukos a capo dei sindacati dei lavoratori delle banche. Ovviamente la situazione in Grecia si ripercuote in tutta Europa. Questa mattina, all'apertura delle Borse, l'euro è sceso di quasi l'1 per cento mentre i mercati azionari europei anno subito perdite pesanti.

I negoziati tra UE e Grecia sono in fase di stallo sul piano di salvataggio che prevede un ulteriore prestito ad Atene pari a 15,3 miliardi di euro in cambio di nuove misure di austerità e di riforme strutturali, le stesse che hanno portato la Grecia ad una "catastrofe umanitaria" come in passato tali provvedimenti sonon stati definiti da Tsipras. Dopo che il Parlamento greco ha dato il via libera al referendum, l'Eurogruppo ha pubblicato la bozza della proposta fatta a Tsipras, ma che contiene in realtà solo delle piccole concessione al governo greco come per esempio non aumentare l'IVA al 23% sugli albergatori, tassa che rimarrebbe al 13%. Oltre all'Europa, ad essere molto preoccupati di una possibile uscita della Grecia dalla zona euro sono gli Stati Uniti, che temono che Atene possa passare sotto l'ala protettrice di Mosca. Il presidente americano Barack Obama ha infatti chiamato il cancelliere tedesco Angela Merkel per sollecitare iniziative volte a garantire che la Grecia rimanga nell'euro. Jack Lew, il segretario del Dipartimento del Tesoro, ha rilasciato una dichiarazione dopo i colloqui con i suoi omologhi tedesco e francese invitando i creditori a prendere in considerazione la riduzione del debito della Grecia, atto fortemente in contrasto con le posizioni finora assunte dalla Germania e da altri membri dell'euro. Dopo la telefonata di Obama, i rappresentati europei sembrano comunque voler lasciare la porta aperta alla Grecia, anche se finora si tratta solo di uno spiraglio. Pierre Moscovici, commissario per l'Economia dell'UE, ha assicurato questa mattina che non era ancora troppo tardi per la Grecia e i suoi creditori arrivare ad un accordo, mentre la BCE afferma che "è pronta a riconsiderare la sua decisione" in merito al blocco dei prestiti. Anche Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato il suo "impegno a continuare a trattare con le autorità greche".

Rimane invece sulle sue posizioni Angela Merkel. Stando a quanto riferisce l'agenzia Reuters, il cancelliere tedesco avrebbe infatti affermato che spetterebbe solo alla Grecia trovare una soluzione per uscire dalla crisi. Un portavoce del governo tedesco ha comunque assocurato che Angela Merkel è pronta a cominciare nuovi colloqui con il primo Ministro greco Alexis Tsipras, se quest'ultimo lo desidera. Francois Hollande precisa che Francia è disponibile al dialogo e che un accordo è ancora possibile, ma fissa comunque come paletto temporale il 30 giugno. La Germania, però, sembra già pronta alla prossima uscita di Atene dall'euro. Un rappresentante del Ministero delle Finanze tedesco ha infatti sostenuto che non c'è motivo di preoccupazione a causa della crisi greca, visto che la Grecia è una piccola parte dell'economia della zona euro. Anche Wolfgang Schäuble assicura che si "farà di tutto per evitare ogni possibile rischio di contagio". Hollande ha già rassicurato i francesi che la loro economia è molto più robusta rispetto a quattro anni fa, e quindi la Francia non ha nulla da temere dagli sviluppi della crisi greca. Stesso discorso l'ha fatto anche il ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, che si dice certo che "non c'è alcun rischio per l'Italia".

La pensa diversamente William Dudley, presidente della Federal Reserve Bank di New York, che in una intervista al Financial Times ha avvertito che le implicazioni sui mercati finanziari di una uscita della Grecia dall'euro potrebbero essere più gravi di quanto molti investitori sembrano credere, perché avrebbe stabilito un "enorme precedente" che indica che l'adesione all'euro è reversibile.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: